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Una bellissima ragazza. La mia vita

by Ornella Vanoni



Pagina 6 — February 20, 2016
Le bombe facevano quel sibilo terrificante, beato chi non l'ha mai sentito.


Pagina 7 — February 24, 2016
Guardo il cielo bruciare ma mi sento al sicuro: c'è mio padre, non mi può succedere niente.


Pagina 8 — February 24, 2016
I grandi artisti, spesso, si commuovono della propria bravura. Che non è volgare narcisismo, proprio no, ma sentimento del miracolo che si serve di loro per manifestarsi.


Pagina 31 — February 24, 2016
I figli conoscono i genitori meglio di quanto i genitori conoscano i figli, non ho dubbi.


Pagina 38 — February 24, 2016
Hugo Pratt ce l'aveva con "quel mona che ha scritto Com'è triste Venezia. Anche a Roma e a Varese gli amori finiscono!".


Pagina 40 — February 26, 2016
Sapevo che gli uomini dovevano essere nel mio destino di donna, ma non capivo perché.


Pagina 40 — February 26, 2016
Finire nelle braccia di un uomo mi è sempre stato indispensabile, per destino e per vocazione. Qualche volta mi è successo di finire nelle braccia di un cretino, ma questo non puoi mai saperlo prima. Altre volte invece, non so cosa è peggio, sono finita nelle braccia del nemico.


Pagina 48 — February 26, 2016
Per una ragazza incontrare un uomo di quel calibro è una cosa che ti schianta la vita.


Pagina 49 — February 26, 2016
Stando accanto a Strehler, ho incontrato gente straordinaria, imparato cose inimmaginabili per una ragazza. Ho imparato soprattutto da lui.


Pagina 51 — February 26, 2016
Io avevo paura. Ero sempre in uno stato di trance.


Pagina 51 — February 26, 2016
Non che la mia vita fosse mai stata molto protetta. I miei mi hanno sempre voluto bene, ma proteggere è un'altra cosa.


Pagina 55 — February 26, 2016
Io e Negri prendemmo a girare tutte le osterie storiche di Milano a caccia di musiche popolari. Niente, una povertà assoluta. Un fallimento. Tanto è vero che, quando Alan Lomax, il grande raccoglitore americano di musica popolare, è venuto in Italia, voleva spararsi.


Pagina 56 — February 26, 2016
Né mi sono mai sentita intimorita all'idea di congiungermi carnalmente con un mito.


Pagina 59 — February 26, 2016
So per certo che talune esperienze subite mi hanno fatto molto male. Io sono una persona dalla sessualità molto sana. Se non hai la vocazione della zoccola, e hai diciannove anni, certe cose lasciano il segno.


Pagina 61 — February 26, 2016
Io lo vedo, lo prendo per la martingala e gli faccio: "Giorgio, ma non mi saluti?".
Mi guarda e mi fa: "Ma io ti ho amato alla follia".


Pagina 61 — February 26, 2016
Forse l'ho incontrato troppo presto. Ero come pongo nelle sue mani. Lui sapeva troppe cose più di me. Aveva passioni troppo più forti delle mie e non si fermava davanti a niente, era in quegli anni al massimo della sua creatività. Se io lo seguivo nella grandezza e nello squallore, nonostante avessi orrore dello squallore, era perché lo amavo e mi fidavo di lui. E, forse, perché sono fondamentalmente una donna curiosa.


Pagina 61 — February 26, 2016
Poi la cosa prese un'altra piega. Lo squallore, appunto. La tristezza ripetitiva di quelle cose diventò dominante e io mi sentii troppo stanca e troppo giovane per continuare.


Pagina 61 — February 26, 2016
Lasciare il Piccolo è stata dura. Significava tornare in mare aperto, senza più nessuna protezione. "Io sono la tua migliore allieva perché ti ho lasciato e sono stata capace di ricostruirmi", gli scrissi una volta. Non mi ha mai risposto.


Pagina 62 — February 26, 2016
Sono Ignazio e ti volevo dire una cosa: mai rivedere una persona che hai amato dopo trent'anni.


Pagina 62 — February 26, 2016
Peccato, questa sua natura segnata dal fascino perverso di sentirsi un perdente.


Pagina 62 — February 26, 2016
Non ti dico la fatica, il tempo perso, quanti pianti. L'Italia non mi apprezzava. Diffidava di me. Franco Crepax, direttore della Ricordi, diceva a Paoli: "Sei innamorato di lei?". "Sì." "E allora portala a letto, dove vuoi, ma non farla cantare perché non ce la farà mai."


Pagina 64 — February 28, 2016
Gino è stato forse il mio più grande amore. Se il più grande amore è quello che ti ha fatto più soffrire, allora Gino non ha rivali.


Pagina 65 — February 28, 2016
Gino è un uomo complicato. Si alza la mattina con una faccia che non capisci se gli è morto qualcuno o non trova il dentifricio...


Pagina 66 — February 28, 2016
Ragazze, ve lo dice una che se ne intende, non fidatevi mai dei poeti.


Pagina 78 — February 28, 2016
Volevo finire la mia vita raggomitolata al suo fianco, sentirlo parlare, raccontare, con il suo veneziano avvolgente, perché lui non era solo un uomo, lui era un mondo intero, era il mondo. Un irresistibile affabulatore.


Pagina 78 — February 28, 2016
Ha girato tutto il mondo, e questo mondo lo ha incorporato, pezzo a pezzo, disordine puro, generosità assoluta, spreco senza precedenti, una moglie francese, figli da una tahitiana, tanti figli, tante mogli e tanti amici.


Pagina 79 — February 28, 2016
continuo a pensare che al suo fianco e acquattata nella sua grande testa avrei passato degli anni sereni e belli.


Pagina 80 — February 28, 2016
Andrea Pazienza era amico di Hugo. Bellissimo ragazzo, immenso talento, dannato come pochi. L'ho avuto ospite in casa per dieci giorni. Vivevo con il terrore che si chiudesse in bagno e si facesse. Nel frattempo si era disintossicato. Poi ci è ricascato, e non ce l'ha fatta. Un altro spreco assurdo.


Pagina 92 — February 28, 2016
"La tua patologia è molto semplice: ansia. Tolta l'ansia, risolvi il problema. Non dormi perché hai paura. Dopo un mese che non dormi, vai in depressione per forza. Solo che voi artisti siete fortunati, per voi la depressione è materiale utile, fonte di creatività, mentre al poveretto che viene qui e fa l'operaio non serve a niente. È solo distruttiva!"


Pagina 92 — February 28, 2016
Mi tolsero l'utero, era fibromatoso. Me lo ricorderò finché campo, il dolore. Per operarti ti rovesciano sulla schiena per tre ore. Una sofferenza atroce. L'anestesista mi ripeteva: "Deve imparare a soffrire". E io: "Ma perché bisogna per forza soffrire, con tutti i mezzi che ci sono oggi a disposizione?". "Vedrà, imparare a soffrire l'aiuterà nella vita." Non so cosa fosse quel tipo, se un cattolico osservante o semplicemente un deficiente. Forse, entrambe le cose.


Pagina 94 — February 28, 2016
Era generoso, mi faceva sempre tanti regali, ma era anche un uomo molto permaloso e con me questo diventava una tragedia. Chi è ironico non può stare con un permaloso.


Pagina 101 — March 2, 2016
Non mi piacciono le gare. Se avessi voluto fare le gare, mi sarei dedicata allo sport, dove la competizione è quasi sempre onesta e sai perché hai vinto o perso.


Pagina 101 — March 2, 2016
Hanno ricamato morbosamente sulla morte di Tenco, pettegoli e sciacalli, ma la verità è solo una. Forse per Luigi la realtà era diventata una fatica bestiale. In questi casi, uno ha tutto il diritto di chiamarsi fuori.


Pagina 111 — March 3, 2016
Ornella ha il viso disorientato, stranito delle bambine che hanno perso la strada e hanno rinunciato a ritrovarla.


Pagina 112 — March 3, 2016
Hai capito a cosa serve la coppia? A condividere la croce. Una donna sola fa una fatica della madonna e io sola resterò fino alla fine dei miei giorni.


Pagina 153 — March 5, 2016
Non si chiede a chi non si può dare.


Pagina 155 — March 5, 2016
Di depressioni, ne ho avute più di una. La prima, forte, mi prese subito dopo che era nato mio figlio, quando mio marito mi disse: "Devi assolutamente tornare subito al lavoro, altrimenti fallisco". Non ho saputo dire di no. Mi feci una violenza inaudita per quel mio assurdo senso del dovere. Riuscii a mascherare per un po' il mio disagio, presi anche un premio importante, il mio secondo San Genesio. Ero brava come attrice nella parte della fidanzata del bersagliere, dal testo di Anton. Ma piangevo sempre, non dormivo più, e sono caduta in una depressione spaventosa.


Pagina 156 — March 5, 2016
Se dovessi definire la depressione, a partire dalla mia esperienza, la definirei una forma di alienazione. Un totale distacco dalla realtà. Tra te e quello che ti succede intorno si alza come un velo, che poi diventa un muro. Si comincia a non dormire e poi i sintomi si moltiplicano. Accendi la luce e non è mai abbastanza luce, vedi tutti i contorni delle pareti più scuri. Non ti lavi più, perché lavarsi è un piacere. Non hai più voglia di curarti del tuo aspetto. Non te ne frega niente. Non senti più né dolore né gioia. Non ce la fai più ad amare nessuno, perché stai odiando te stessa e questo odio esaurisce tutto. Alzarsi dal letto diventa sempre più faticoso. Un'impresa. Maledici di non essere morta nel sonno.


Pagina 158 — March 5, 2016
Una depressione folle, acuta, soffocante. E non è vero che, in quei casi, l'amore ti aiuta. Io ero innamorata di Vittorio, l'avvocato veneziano, ma non riuscivo a uscirne.


Pagina 160 — March 5, 2016
"Ho l'impressione di diventare pazza", mi presentai con queste parole a Pennati. "Meglio così, quando sarà pazza non soffrirà più." Ha ragione. In quei giorni, uscivo, aprivo la porta e mi vedevo proiettata fuori di me. Lui mi spiegava: "Questo è il suo modo di estraniarsi, vedersi fuori di sé è il modo per non impazzire". Teoria interessante, ma non ho mai capito se crederci o no.


Pagina 161 — March 5, 2016
Veniamo da una dura giornata di speleologia della memoria, accanimento non so quanto terapeutico sulle tracce dei ricordi.


Pagina 169 — March 5, 2016
Più invecchio e più sento il bisogno di avere una faccia, non una maschera. Ma, riuscire a tenersi la propria faccia e le proprie rughe, è sempre più difficile. L'ho letto nella biografia di Greta Garbo, donna che detesto, io sono una fan della Dietrich. Lei, la Garbo che si ritira alla prima ruga. Ma vai a quel paese! Fai l'attrice, recita bene e vedrai che la ruga funziona.


Pagina 173 — March 5, 2016
Abbiamo avuto lo stesso maestro, Milva e io, la differenza è che io sono una spugna e lei una lavagna. Io assorbo, lei impara.


Pagina 174 — March 5, 2016
Un giorno camminavo per casa che mi sfogavo: "Sono stufa di questa storia della Vanoni sexy, che rottura di scatole, io non sono sexy, sono brava e basta". Mentre dico questo, sento qualcosa di strano in basso, vedo Brandolino aggrappato alla mia caviglia che cercava di trombarmi. Io che mi ribellavo alla nomea di donna sexy e mi trascinavo per il corridoio un cane infoiato.


Pagina 185 — March 6, 2016
Se la voce si spezza, è il cuore che si spezza.