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Felici i felici

by Yasmina Reza



Pagina 6 — 3 februari 2017
Niente mi irrita più dei suoi risentimenti improvvisi, quando tutto si ferma, tutto si pietrifica.


Pagina 14 — 4 februari 2017
I valori ultraterreni di mio padre mi esasperano, sono molto borghesi, a ben guardare.


Pagina 16 — 4 februari 2017
Una volta mi buttavo nel futuro senza pensarci.


Pagina 16 — 4 februari 2017
Fin dall'infanzia mi costruisco delle rappresentazioni mentali del tempo. Vedo l'anno come un trapezio isoscele.


Pagina 30 — 4 februari 2017
Una sensazione paragonabile a quello che capita di provare nell'intimità quando l'altro si chiude in se stesso e tu ci leggi un presagio di abbandono.


Pagina 49 — 5 februari 2017
È uno strano imperativo, consolami. Tra tutti gli altri imperativi, leccami, picchiami, baciami, con la lingua (molti non lo fanno), consolami è inimmaginabile.


Pagina 49 — 5 februari 2017
Quello che voglio veramente non si può verbalizzare.


Pagina 50 — 5 februari 2017
I poeti non hanno la percezione del tempo. Ti trascinano in una spirale di malinconie inutili.


Pagina 51 — 5 februari 2017
La complessità umana non si riduce ad alcun principio di causalità.


Pagina 53 — 5 februari 2017
Finisco la vodka e rido. È meraviglioso avere la facoltà di ridere.


Pagina 55 — 5 februari 2017
Scrivo: «Non dovevamo cenare insieme ieri sera?!». Cancello, cancello. Di fronte ai rimproveri gli uomini scappano a gambe levate.


Pagina 55 — 5 februari 2017
All'inizio Darius Ardashir mi diceva, ti amo con la testa, con il cuore e con il cazzo. Avevo riferito la frase a Rémi Grobe, il mio migliore amico, che aveva detto, un poeta il tuo ganzo, la proverò, con certe oche funziona senz'altro.


Pagina 72 — 7 februari 2017
È bella, è divertente, è disperata. Esattamente quello che mi serve.


Pagina 73 — 7 februari 2017
Uno degli effetti della destabilizzazione sentimentale è che non esiste più niente di irrilevante. Tutto diventa segno, tutto è da decodificare.


Pagina 79 — 7 februari 2017
Non mi piace niente di questo organismo itinerante che attraversa il tempo alla faccia dei solitari.


Pagina 80 — 7 februari 2017
Ho detto al dottor Lorrain, non le sembra normale, dottore, che dopo un incontro del genere una cerchi di uccidersi? La cosa migliore sarebbe stata uccidere lui, ovviamente. Ammiro le donne che fanno fuori l'amante, ma non tutte hanno un simile temperamento. Il dottor Lorrain mi ha chiesto che percezione ho di Jacques Écoupaud adesso che sto meglio. Ho detto, un poveraccio. Ha alzato le braccia dentro il suo camice bianco e ha ripetuto, come se avessi spezzato le mie catene, un poveraccio! – Sì dottore, un poveraccio. Ma come vede i poveracci possono anche prendere in giro le imbecilli. E a che mi serve adesso considerarlo un poveraccio? Quel poveraccio mi mortifica e mi fa male.


Pagina 83 — 7 februari 2017
Le donne non si trovano un amante. Si innamorano, si fanno dei film. Perdono completamente la testa.


Pagina 83 — 7 februari 2017
Proprio davanti al mio finestrino c'era una villetta di mattoni rossi, con le tegole rosse, la staccionata di legno ben tenuta. Gerani alle finestre. E altri fiori in vaso appesi lungo i muri. Sai cos'ho pensato Jean? Ho pensato, in quella casa qualcuno ha deciso che bisognava essere felici.


Pagina 95 — 7 februari 2017
Non puoi essere felice in amore se non hai un talento per la felicità.


Pagina 103 — 7 februari 2017
Ho pensato, è pazzo. Ho pensato, siamo ancora vivi.


Pagina 105 — 7 februari 2017
In un libro di Gilbert Cesbron, mi pare, una donna chiedeva al confessore, bisogna cedere alla tristezza, oppure combattere e reprimerla? Il confessore aveva risposto, trattenere i singhiozzi non serve a niente.


Pagina 106 — 7 februari 2017
Mi dà sui nervi quando è così iperprotettiva. Non sono mica di porcellana.