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Le rose che non colsi: Quando il passato è troppo presente

by Gianna Schelotto



Pagina 2 — 28 augustus 2016
[dall'introduzione] Esistono molte persone che si caricano sulle spalle il proprio passato e se lo trascinano nella vita quotidiana, con la convinzione che il mondo in cui stanno vivendo non sia che l’insignificante brutta copia di quello in cui avrebbero potuto vivere.


Pagina 3 — 28 augustus 2016
[dall'introduzione] racconti che viaggiano sul confine sottile tra la letteratura e la psicologia


Pagina 8 — 28 augustus 2016
Non sappiamo che cosa ci riservi il passato. (Françoise Sagan)


Pagina 11 — 28 augustus 2016
Accade ai bambini molto piccoli di vivere ogni attimo come se fosse irrimediabile ed eterno. Non avendo ancora acquisito il concetto di tempo, non sanno che esiste un prima e un dopo, un passato e un presente.


Pagina 11 — 28 augustus 2016
Questo sentimento squilibra e fa pencolare tutta la loro vita.


Pagina 11 — 28 augustus 2016
Chi ha raggiunto una qualche forma di equilibrio, anche precario, non ha bisogno di voltarsi indietro in cerca del punto cruciale nel quale si sarebbe consumata la rottura fra lui e la buona sorte.


Pagina 11 — 28 augustus 2016
L’idea che la vita si sia "impantanata" in un momento preciso, per una decisione incauta o sbagliata, rischia di diventare un alibi per non impegnarsi a cercare, dentro e fuori di sé, le strade giuste per cavarsi d’impaccio.


Pagina 12 — 28 augustus 2016
La memoria agisce sugli eventi non vissuti come un ingannevole caleidoscopio che trasforma insignificanti pietruzze colorate in scintillanti figure policrome.


Pagina 12 — 28 augustus 2016
L’immobilità, evocata da quell’inquietante statua di sale che, come direbbe Gide, è fatta di lacrime rapprese, è il rischio più grave per chi continua a guardare indietro.


Pagina 12 — 28 augustus 2016
Ne derivano immedicabili ferite narcisistiche


Pagina 13 — 28 augustus 2016
Sia che le attribuiamo agli altri sia che le mettiamo in conto a noi stessi, le vite-ombra, quelle che non si sono realizzate, finiscono con l’alimentare un sentimento di perdita permanente, una forma di lutto che ciascuno cerca di elaborare come può, seguendo il pendio del proprio carattere.


Pagina 15 — 28 augustus 2016
Ogni ricordo può vivere separatamente in un film ancora tutto da inventare.


Pagina 16 — 28 augustus 2016
L’innamoramento, si sa, comporta sempre, in qualche misura, una dose di mistificazione


Pagina 17 — 28 augustus 2016
l’illusione di far rivivere frammenti di felicità pietrificata.


Pagina 17 — 28 augustus 2016
Non a caso si diceva un tempo che, se il primo amore non si scorda mai, è proprio perché non si è concluso con i fiori d’arancio.


Pagina 18 — 28 augustus 2016
L’idea che il bene o il male dell’esistenza siano sempre e solo nelle nostre mani ha a che fare con un malsano senso di onnipotenza.


Pagina 20 — 28 augustus 2016
La piccola non sapeva bene che cosa fosse il talento, ma capiva, da quelle parole, che averlo era meglio di non averlo.


Pagina 22 — 28 augustus 2016
A Marion piaceva sentirsi dire che poteva scegliere, e saperlo le bastava.


Pagina 26 — 29 augustus 2016
Marco propose un compromesso. «La Fabbrica è grande, possiamo ricavarne due appartamenti uguali, uno per ciascuno, e dividiamo a metà il denaro che il nonno aveva destinato a me.» Marion si trovava in quella fase di sospetto e di ottusità emotiva che fa apparire insidiose anche le proposte più ragionevoli.


Pagina 29 — 29 augustus 2016
Dopotutto non era più una ragazza, aveva compiuto trentacinque anni.


Pagina 31 — 31 augustus 2016
Marco e Gisella si amano; i nonni, per tutta la loro vita, si sono amati nello stesso modo. Sono io la stupida, l’ottusa, la presuntuosa. Ho lasciato agli altri una casa che non fabbrica nuvole, ma ore felici.


Pagina 32 — 31 augustus 2016
Quei clienti sapevano che Parigi era la città dell’arte e pensavano che qualsiasi cosa acquistata in quelle strade non potesse essere del tutto priva di valore.


Pagina 37 — 31 augustus 2016
Sapeva di essere considerata un’impulsiva, e forse lo era, ma a quel punto rischiava di sembrare proprio una matta.


Pagina 41 — 31 augustus 2016
Sono certa che lui mi ama e anche lui sa che lo amo. Siamo felici? Non lo so. È una domanda che non mi pongo. Forse l’idea stessa di felicità, così come uno se la figura da adolescente – quando non è ancora diventato "qualcosa", e dunque può fantasticare di diventare "tutto" –, non ha corso, fra adulti. È un’idea esagerata.


Pagina 48 — 31 augustus 2016
È facile delirare, qui, tra le quattro mura di una stanza, a migliaia e migliaia di chilometri dal mio interlocutore.


Pagina 49 — 31 augustus 2016
La rapidità con cui comunico m’intossica; non penso alle conseguenze.


Pagina 49 — 31 augustus 2016
Ride molto, senza ragione. Una volta non rideva così, quel modo di ridere deve averlo imparato in America. A me sembra che non ci sia niente da ridere.


Pagina 50 — 31 augustus 2016
Mi si è avvicinato, improvvisamente i suoi gesti sono diventati febbrili, mi ha spogliato, ha fatto l’amore. Ricordo che lo faceva così anche quando eravamo due ragazzini maldestri. In tanti anni non ha imparato nulla.


Pagina 50 — 31 augustus 2016
quando la realtà mi delude, il mio corpo, che è più saggio di me, sceglie il sonno


Pagina 68 — 31 augustus 2016
Agli occhi degli altri Elio è un rispettato imprenditore; ai suoi, un sopravvissuto al naufragio di antichi sogni.


Pagina 71 — 31 augustus 2016
Erano tempi in cui, nei registri delle scuole italiane, i nomi stranieri erano rarissimi; quel cognome altisonante, che sembrava uscito da un libro di storia, sarebbe bastato da solo a impressionare.


Pagina 83 — 31 augustus 2016
Elio era umiliato dal fatto che suo padre e il padre di Sarita si consultassero escludendolo da qualsiasi decisione, ma non chiese di partecipare al colloquio perché il console gli faceva paura.


Pagina 84 — 31 augustus 2016
Suo padre non fu altrettanto tenero. "Ricordati che domattina alle otto devi essere al lavoro e che queste tre settimane di ferie non ti saranno pagate" gli disse asciutto. Era magro, pallido e invecchiato. Elio capì di averlo fatto soffrire e provò pena e rimorso.


Pagina 84 — 31 augustus 2016
La casa è vecchia, più che una rinfrescata occorrerebbe una vera e propria ristrutturazione; ma gli pesa introdurre cambiamenti nella disposizione di quella tana gremita di ricordi, e dove tutto porta l’impronta di una vita negligente e solitaria.


Pagina 86 — 31 augustus 2016
Come una cometa funesta, Sarita continuerà a splendere sul naufragio della sua insignificante vita.


Pagina 87 — 2 september 2016
Pensa: "Quando si esce dalla vita di un uomo bisognerebbe farlo sempre così: rumorosamente. Invece le donne, nella maggior parte dei casi, se ne vanno piangendo, disperate ma discrete".


Pagina 92 — 2 september 2016
Non solo non hanno voglia di lavorare, ma impediscono di lavorare a chi, come lei, la voglia ce l’ha.


Pagina 93 — 2 september 2016
era come se, vivendo a grande distanza dal mondo che lo circondava, avesse bisogno di un certo tempo per captare i segnali che lo raggiungevano e per elaborare una risposta.


Pagina 100 — 2 september 2016
Le porte sbattute continuano a inseguirci come una muta di cani. Il galateo degli addii richiede delicatezza.


Pagina 111 — 3 september 2016
Tutte le volte che negli anni successivi aveva rimuginato su quella storia, Elvira si era resa conto di quanto fosse stata pavida e rinunciataria: un amore che non contenga la speranza di conquistare l’amato, che amore è?


Pagina 116 — 3 september 2016
Ma perché, si domandò indispettita... perché dal fondo di una vita intera, in mezzo a tante cose accadute, tornavano sempre a galla gli stessi episodi, gli stessi visi, le stesse lacrime?


Pagina 119 — 3 september 2016
Non poté più trattenersi, le lacrime le sgorgarono copiose. Piangeva di gioia, piangeva anche di dolore, piangeva sulla sua vita, sulla vita in generale, su quella che si vive e su quella che si sogna, piangeva perché sentiva di appartenere a un mondo che non esisteva più. A chi avrebbe lasciato il suo pianoforte, i suoi spartiti? Nessuno dei suoi figli o dei suoi nipoti suonava uno strumento; non c’erano eredi, per quelle cose, come non c’erano eredi per i suoi ricordi.