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L'Agnese va a morire

by Renata Viganò



Pagina 17 — March 11, 2016
un piccolo camion sbucò dalla cavedagna, frenò sull'aia, i tedeschi saltarono a terra. L'aia, la campagna, il mondo furono guastati dai loro aspetti meccanici disumani, pelle, ciglia, capelli quasi tutti di un solo colore sbiadito, e occhi stretti, crudeli, opachi come di vetro sporco. I mitra sembravano parte di essi, della loro stessa sostanza viva. Erano otto soldati e un maresciallo.


Pagina 21 — March 11, 2016
S'alzarono anche i sei urli faticosi della sirena dello zuccherificio. L'allarme lo davano sempre quando i bombardieri erano già andati via, a causa del segnale che dovevano attendere trasmesso dalla città. La gente considerava il suono della sirena come l'avviso del cessato pericolo.


Pagina 22 — March 11, 2016
La sera veniva giù fresca sull'umidità scura della campagna, la prima di tutte le sere senza Palita. Il mondo sembrava un altro, nuovo, estraneo, dove lei non avrebbe più lavorato: le diventava inutile la sua vecchia forza di contadina. Ma non malediceva il ragazzo disperso che cercava la via di casa, né si rammaricava di averlo aiutato. Lui non aveva colpa: soffriva della guerra, aveva fame e sonno, era giusto dargli dà mangiare e da dormire. Nasceva invece in lei un odio adulto, composto ma spietato, verso i tedeschi che facevano da padroni, verso i fascisti servi, nemici essi stessi fra loro, e nemici uniti contro povere vite come la sua, di fatica, inermi, indifese.


Pagina 38 — March 11, 2016
Facemmo conoscenza con altri quattro o cinque compagni, e cercavamo sempre di aiutarci. Tutti del resto nel vagone erano buoni e si aiutavano. Stavamo tanto stretti che bisognava per forza andare d’accordo, altrimenti ci si sarebbe ammazzati fra noi.


Pagina 39 — March 11, 2016
A un certo punto la gente cominciò a morire. Non se ne poteva più; avevamo tutti fame, sonno, sete e una grande paura.


Pagina 39 — March 11, 2016
Trovammo morta per prima la madre della bambina: s'era impiccata con il suo fazzoletto da testa, stando seduta per terra, non s'è capito come abbia fatto.


Pagina 40 — March 11, 2016
Mi dispiace che non posso dirvi che ora era, e nemmeno il giorno che è morto. Non so neppure, con quel buio maledetto, se fosse sera o mattina o notte. Ma sono sicuro che non si è accorto di niente, non ha fatto fatica a morire -. Si arrestò un momento ed aggiunse: - Facemmo più fatica noi a stare al mondo.


Pagina 43 — March 12, 2016
giovani piuttosto belle, resistenti con la loro beata forza di contadine tolte al lavoro dei campi


Pagina 45 — March 12, 2016
Nei paesi piccoli c'è una radio che funziona in permanenza, radio-popolo: si sa tutto di tutti, e la fonte di informazione rimane oscura e segreta.


Pagina 49 — March 12, 2016
l'Agnese che si stava dolcemente addormentando, e scivolava nell'opaca letizia del sogno, si svegliò al rumore delle sedie, e fu di nuovo condannata alla realtà.


Pagina 74 — March 12, 2016
Il Cino che aveva appena sedici anni, saltava dalla gioia come un puledro. - Dio come sono tirati i ricchi! - disse, e si fermò per riprendere fiato. - Piangono per uno straccio. Con la vita in pericolo, si disperano per uno straccio di seta -.


Pagina 78 — March 13, 2016
Uno degli uomini ricuperò la parola: - Le donne e i bambini non ne possono più. Sentite? Ci bombardano sempre. Noi abitiamo vicino al ponte -. Aveva la faccia pallida, gli tremavano le mascelle. - Non ci fate del male, - aggiunse. Il Comandante sorrise: - partigiani non fanno del male, - prese la pistola nella fondina, la mostrò cortesemente. - Però non dovete parlare con nessuno. Capito?


Pagina 81 — March 13, 2016
L'Agnese si sentiva male, e se ne meravigliava, lei che non conosceva né malattie né medicine.


Pagina 89 — March 13, 2016
In mezzo al quadrato dei partigiani disarmati, sull'attenti, c'erano Tom e la Rina, muti e commossi come in chiesa. Ma era una notte scura, non si vedevano che macchie nere, e una macchia più chiara, il vestito di lei. Il Comandante disse, con la sua voce quieta: - Voi tutti siete testimoni che quest'uomo che noi chiamiamo Tom vuole sposare questa donna che noi chiamiamo Rina. Tom, la vuoi sposare? - Si, - rispose Tom. La voce riprese: - Voi tutti siete testimoni che la Rina vuole sposare Tom. Rina, lo vuoi sposare? - E anche lei rispose: - Si. - Allora, - disse il Comandante, - in nome del governo libero che qui io rappresento, vi dichiaro uniti in matrimonio. Buona fortuna, ragazzi.


Pagina 92 — March 13, 2016
Era stata con loro come la mamma, ma senza retorica, senza dire: io sono la vostra mamma. Questo doveva venir fuori coi fatti, col lavoro. Preparargli da mangiare, che non mancasse niente, lavare la roba, muoversi sempre perché stessero bene. Neppure loro dicevano molte parole, ma erano contenti, la tenevano volentieri. Se qualcuno per impazienza alzava la voce con lei, gli altri lo sgridavano, e lui non chiedeva scusa, non serve a niente chiedere scusa, ma diventava buono, le parlava con gentilezza.


Pagina 94 — March 13, 2016
Ma ci sono due chilometri fino all'argine. Come si fa a portare tanto peso? - disse la Rina. - Si porta, - rispose l'Agnese. - Si porta finché si può -. S'avviava, piegata di lato sotto il carico, con la mano sul fianco; e il sacco di farina, scosso, fece un lento polverio che le piovve sul vestito nero. La Rina stette un momento a pensare, poi si tirò sulla spalla l'altro sacco, e camminò dietro di lei.


Pagina 130 — March 15, 2016
Ma con loro, sai Comandante, non ho detto niente. Volevano il tuo nome, e sapere come sei, e picchiavano. Più picchiavano e più stavo zitto. Mi pareva davvero di non averti mai conosciuto


Pagina 165 — March 15, 2016
Dicevano che così non poteva andare, che bisognava cambiare il mondo, che è ora di farla finita con la guerra, che tutti devono avere il pane, e non solo il pane, ma anche il resto, e il modo di divertirsi, di essere contenti, di levarsi qualche voglia.


Pagina 165 — March 15, 2016
I fascisti avevano fatto venire in Italia i tedeschi, avevano scelto per amici i più cattivi del mondo


Pagina 165 — March 15, 2016
Questo era il partito, e valeva la pena di farsi ammazzare.


Pagina 170 — March 15, 2016
Da principio ci si trovava spesso ad un bivio, e si rifletteva per imbroccare la strada giusta. Poi fu una landa senza strade, e bastava andare avanti, procedere insieme, un esercito sparso che si dirigeva da tutte le parti verso lo stesso punto; e ci arrivarono tutti, meno quelli che rimasero morti per via.


Pagina 174 — March 15, 2016
L'inverno dava ragione all'Agnese.


Pagina 187 — March 15, 2016
Se ci rovesciassimo, — disse Clinto, - andremmo giù sotto il ghiaccio: nessuno verrebbe a salvarci —. « La Disperata » lasciò il remo, si asciugò la fronte. Sudava, malgrado il freddo. - Tu almeno, Clinto, fai sempre dei discorsi allegri, - disse. - Io penso invece che quando si suda sotto zero è segno che si fa una bella fatica. Il Comandante, a prua, tirò sul ghiaccio un gran colpo di scure: si spaccò un lastrone sottile, la barca fu spinta un lungo tratto in avanti. Lui disse, con il suo sorriso breve: - Avete ragione tutti e due. Coraggio ragazzi -.


Pagina 193 — March 15, 2016
Non capiscono niente, e noi combattiamo anche per loro, e ci rimettiamo la pelle. Va' all'inferno!


Pagina 194 — March 15, 2016
Gli uomini erano pronti. Ciascuno s'era messo addosso tutto quello che possedeva. Ne risultava un modo di vestire stranissimo, mezze divise di ogni nazione, vecchi indumenti di contadini e di operai, alcuni anche da donna, abiti di città, logori, ricuciti, irriconoscibili; una dimessa brigata di straccioni, con una sola ricchezza, le armi.


Pagina 208 — March 15, 2016
I tedeschi erano SS e paracadutisti Goering, avevano le mitragliatrici pesanti, i lanciafiamme, l'artiglieria, le armi automatiche. Erano molti, pareva che uscissero dalla terra, tanto si moltiplicavano le loro facce grige, inespressive e feroci, tanto si allungavano le loro file rigide, come fatte di legno: uomini di legno, e pareva impossibile che avessero dietro di loro un'infanzia, una casa, un paese dove erano nati. Sembravano creati così, adulti, armati, a serie, a reggimenti, pronti per fare la guerra.


Pagina 210 — March 15, 2016
Un partigiano si precipitò giù dal pendio, dietro di lui un altro, un altro, sette, otto si buttarono sparando contro i tedeschi, riuscirono a farsi un varco. I tedeschi esitarono un attimo davanti a quella furia di vivere.


Pagina 213 — March 15, 2016
Ma era bello lo stesso, per i vivi; avevano diritto a quella giornata, lasciamogliela godere, dei morti non parliamone: basta ricordarli, e ricordarsi perché sono morti. Così vedeva l'Agnese il giorno della liberazione.


Pagina 224 — March 16, 2016
Aveva due righe di lacrime sulla faccia, venivano giù lente, s'asciugavano al calore stesso della pelle.


Pagina 225 — March 16, 2016
Senti Clinto. Ti pare che ho fatto male con l'Agnese? Pensa che è lei la più brava, anche se ha sbagliato, povera vecchia. Anzi appunto perché ha sbagliato, sempre un errore di troppo coraggio, sempre meravigliosa. Tu credi che avrà molto dispiacere? - Molto, - disse Clinto. Il Comandante riprese: - Mi dispiace di averle detto che non faccia niente. Sembra una diffidenza. Ma avevo paura che le venisse in mente di andare, per esempio, alla « caserma » a ricuperare la roba, o cose del genere. Se la prendono, addio.


Pagina 226 — March 16, 2016
Clinto era seduto presso la stufa, aveva dormito un paio d'ore, ma questo serviva solo a far crescere il sonno. Però era contento di essere venuto, gli pareva di aver fatto una bella cosa, doverosa, improrogabile. Nella vita partigiana, che si governava con leggi proprie, dettate da un personale bisogno di onore, di fede, di pulizia morale, di ordine intimo, guai se non fosse esistita quella volontaria forma di giustizia, anche in quello che sembrava di scarsa importanza.