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La vita privata nell'impero romano

by Paul Veyne



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Quest'umanità greco-romana a lungo è stata classica


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Verità, universalità, umanità.


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Ma qui non si sogna: si medita e si è sicuri di sé, perché il gesto autistico prova l'intimità della cultura


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distingue tra contraccezione, sterilizzazione mediante droghe e aborto, per accomunarli in un'unica condanna.


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ai tempi nostri, i più ritengono che un figlio unico sia già un bel peso e che non essere gravati da posterità sia un vantaggio


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il preteso istinto materno o paterno mescola casi individuali di amore d'elezione (che non ha maggiori possibilità di stabilirsi tra padre e figlio di quante non ne abbia fra individui messi insieme da circostanze fortuite)


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la frequenza delle adozioni è un altro esempio dello scarso carattere naturale della "famiglia" romana.


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A dodici anni i destini dei maschi e delle femmine si separano, come quelli dei ricchi e dei poveri.


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il popolo ha una cultura, ma non l'ambizione di coltivarsi


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il mezzo per appropriarsi della cultura è la scuola che, di colpo, la modifica: cominciano a esservi degli scrittori "classici", come, con la canonica del turismo, ci saranno dei luoghi che bisognerà aver visitato, dei monumenti che bisognerà aver visto.


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Tale fu la genesi dell'insegnamento antico: dalla cultura alla volontà di cultura, da questa alla scuola e, di là, all'esercizio scolastico divenuto fine a se stesso.


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L'amore certo, non è un peccato, ma un piacere; ma i piaceri, come l'alcol, sono un pericolo. Bisogna dunque, per conservare la salute, limitarne l'uso e, più prudente ancora, è astenersene completamente. Non è un fatto di puritanesimo ma di igiene.


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Il passaggio all'età virile non sarà più un fatto fisico riconosciuto da un diritto consuetudinario, ma una finzione giuridica: l'impubere si trasforma nel minorenne davanti alla legge.


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gli usurai (cioè, a Roma, tutti)


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psicologicamente la situazione di un adulto il cui padre è in vita è insopportabile. Non può muovere un dito senza il padre, né concludere un contratto, né affrancare uno schiavo, né fare testamento. Non possiede, e precariamente, se non il suo peculio, esattamente come uno schiavo.


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Non ci si meraviglierà dunque dell'ossessione del parricidio e della sua relativa frequenza: era un grave delitto che aveva spiegazioni ragionevoli, non un sorprendente fatto freudiano.


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La notte di nozze, beninteso, si svolgeva come uno stupro legalizzato e la sposa ne usciva "offesa nei confronti del marito" (che, abituato ai rapporti con le domestiche schiave, mal distingueva l'iniziativa dallo stupro); accadeva perlopiù che la prima notte il novello sposo si astenesse dal deflorare la moglie, per riguardo verso la sua timidezza: in questo caso, in compenso... la sodomizzava: Marziale e Seneca ne parlano in termini di proverbio e la Cosina lo conferma.


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fare all'amore quando non è notte sarebbe spudorato libertinaggio.


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una piccola creatura, eterna minorenne, che non aveva altro valore se non d'essere l'istituzione del matrimonio personificata


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Morale civica, poi morale della coppia.


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Il matrimonio è solo un atto della vita fra gli altri, e la sposa è solo uno degli elementi della famiglia


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A questo punto la coppia farà il suo ingresso in Occidente, ma si tratterà di un ingresso illusorio. Poiché una famiglia è una famiglia, gli sposi avranno lo stretto dovere di assolvere i rispettivi compiti. Se inoltre vanno d'accordo, sarà un merito di più, ma non una condizione preliminare. Si era felici di imparare che due sposi andavano d'accordo, come Ulisse e Penelope un tempo; che addirittura si adoravano, come Filemone e Bauci secondo la leggenda; ma si era ben consapevoli del fatto che non sempre era così. Non si confondeva la realtà del matrimonio con la riuscita della coppia.


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Da Omero in poi l'ideale della tenerezza tra sposi si era sempre aggiunto agli stretti obblighi matrimoniali; i bassorilievi ci mostrano il marito e la moglie che si danno la mano e, qualunque cosa se ne sia detta, non era questo un simbolo del matrimonio, ma di quella auspicabile concordia supplementare.


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La coppia si sarebbe dunque ormai affermata in Occidente? No: un merito non è un dovere. È una sfumatura.


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una teoria dell'amore coniugale considerato come una varietà superiore dell'amicizia.


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risposarsi è lodevole, anche se l'età degli sposi è tale da escludere il fine della procreazione: perché il vero fine del matrimonio è l'aiuto che gli sposi si danno l'un l'altro, l'amicizia che li lega.


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il matrimonio è un'amicizia (disuguale) tra moglie e marito.


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conformismo volontaristico


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Questa morale non prescriveva più di eseguire docilmente un certo numero di compiti coniugali, ma di vivere da coppia ideale


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non si tratta una moglie come un'amante, afferma Seneca


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La "pianificazione" stoica ha dunque una somiglianza ingannevole con l'ascesi cristiana.


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dal punto


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di vista dell'analogia psicologica il razzismo è la posizione meno lontana dallo schiavismo antico.


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la povertà spingeva i diseredati a vendere i loro neonati a trafficanti (che li compravano ancora "sanguinolenti", appena usciti dal ventre della madre, in modo che questa non avesse il tempo di vederli e di amarli); molti adulti si vendevano da sé per non morire di fame.


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lo schiavismo non è un tratto essenziale dell'Antichità romana più di quanto la schiavitù negli Stati Uniti del Sud prima del 1865 non sia una caratteristica dell'Occidente moderno.


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Non si concepisce il rapporto salariale come un rapporto neutro e sottoposto a regole: poiché non è un legame personale, passa per un legame di scarto.


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La schiavitù era una realtà incontestabile: l'umanitarismo non consisteva nel liberare gli schiavi di tutti i loro padroni, ma in un comportamento personale da buon padrone.


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quella Chiesa cristiana che non ha mai pensato, nemmeno per un istante, ad abolire la schiavitù.


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meglio servire che essere libero e morir di fame


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il loro senso del dovere poggiava sullo statuto civico, senza l'interposizione, illusoria ma elastica, di una coscienza morale.


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la filosofia fa di questo merito di taluni il dovere di ogni uomo che voglia essere un saggio


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Molto criticato dapprima, il bacio sulla bocca tra uomini in segno di fedele dedizione diventa una moda, e Marco Aurelio adolescente ne scambiava di molto affettuosi col suo precettore Frontone.


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Non confondiamo con una classe sociale ciò che è solo un gruppo instabile.


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Le possibilità di ascesa sociale, tutto considerato, erano molto meno trascurabili per gli schiavi che per gli uomini nati liberi, ma poveri.


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governare gli uomini non è una funzione specializzata, ma l'esercizio del diritto naturale che hanno gli animali di grossa taglia di comandare ai più piccoli.


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L'importante non era di essere integro, ma di aver tatto


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La "dignità", ecco la grande parola! Non era una virtù degna di rispetto, ma un ideale aristocratico di gloria


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Niente di più fallace degli studi di terminologia.


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L'evergetismo non era così virtuoso come credono i suoi ultimi commentatori; ma non era nemmeno così machiavellico come volevano i commentatori precedenti, imbevuti di un vago marxismo.


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non bisogna ricondurre il fenomeno fondamentale della competizione di sperpero a spiegazioni sociali di gusto moderno; ma nemmeno alle spiegazioni che ne davano gli antichi


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l'Antichità è stata l'epoca dell'ozio considerato un merito.


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"Fra un secolo forse - diceva verso il 1820 un astrologo al giovane eroe della Chartreuse de Parme - non si tollereranno più gli oziosi"; e aveva ragione.


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Nel nostro secolo si confessa malvolentieri di vivere di rendita.


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la pace sociale dei cuori ipocriti.


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pienamente uomo è solo chi vive libero da impegni.


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non si può praticare la virtù se si fa una vita da lavoratore manuale o da bracciante


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I lavoratori, diceva Aristotele, non saprebbero governare la città, e aggiungeva che non possono, che non devono; ma che, del resto, non ci pensano molto.


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Senza dubbio i ricchi non hanno da lavorare; solo, scrive Platone, hanno il torto di lavorare lo stesso, per cupidigia.


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"lavoro"? Cosa significa questa parola che non ha un esatto equivalente né in latino né in greco?


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In questa società non c'erano mai lavoratori: tutte le relazioni erano concepite in base al rapporto di amicizia o di dipendenza.


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Per essere se stesso e basta, ci vuole un patrimonio


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poi, even


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tualmente, le attività liberali di cui, per lìbera scelta, aveva fatto "professione", alle quali cioè si era votato, come più tardi si professeranno i voti monastici; notabili e nobili si onoravano di essersi consacrati alla filosofia, all'eloquenza, al diritto, alla poesia, alla medicina, e, nei paesi greci, all'atletismo. Per questi meriti la città erige loro delle statue: le "professioni" sono pubblicamente onorate.


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Se è preferibile che i poveri lavorino non è perché apportino il loro contributo alla società, ma perché la miseria non li inciti a sconvolgere delittuosamente l'istituzione civica.


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ogni cittadino vive soltanto del suo patrimonio (coltivato dai suoi schiavi), e questa risorsa è "naturale" come l'aria che si respira


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Il commercio completa i patrimoni.


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Vespasiano rifiutò di impiegare delle macchine per la costruzione del Colosseo perché avrebbero ridotto alla fame il popolino romano.


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una momentanea finzione di opinione collettiva.


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La maggioranza dei plebei non possiede nulla e guadagna solo il pane quotidiano, giorno per giorno


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il suo salario si colloca a livello di sopravvivenza alimentare.


Page 112 - 27 February 2018
i nobili in rovina erano dei malcontenti, dei cospiratori in potenza, i complici di un Catilina qualunque


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i poveri erano i ricchi che non erano ricchissimi.


Page 113 - 2 March 2018
Le sole a lavorare sono le persone di nessun conto


Page 113 - 2 March 2018
Quando Virgilio scrive che il lavoro viene a capo di tutto, non dice che il lavoro è la santa legge del mondo, ma che un intenso zelo spezza tutti gli ostacoli.


Page 116 - 2 March 2018
Un simile metodo era certamente favorevole all'idea che un debito costituisce un legame di clientela e che il debitore che pretende di render il dovuto è un uomo poco fedele, desideroso di separarsi dal suo benefattore.


Page 124 - 4 March 2018
ogni proprietà comporta una parte a bosco, che non costa nulla e che serve da cassa di risparmio. Cera un proverbio che, per dire di un uomo che fa tutto alla rovescia, lo definiva simile a un uomo indebitato che vendesse i suoi boschi invece delle sue vigne.


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in questa società senza diritto penale, ogni dignitario importante esercitava secondo coscienza un puro e semplice diritto di coercizione.


Page 133 - 26 June 2019
il potere pubblico organizza la vendetta privata più di quanto non ci si sostituisca.


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quella tracotanza da semibarbaro


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il diritto pubblico di Roma si chiarisce da sé quando si smette di cercarvi delle regole e si sa che tutto veniva risolto volta per volta, secondo i rapporti di forza del momento.


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Altro problema di moda era di stabilire se esistevano i fantasmi; i filosofi, consultati in proposito, rispondevano che, se davvero l'anima è immortale, come dice Platone, i fantasmi sono possibili.


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Dal canto suo, la saggezza popolare insegnava: "Il saggio fa questo, il pazzo quest'altro".


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Durante un mezzo millennio abbondante i Greci e i Romani hanno dunque vissuto nella convinzione che la loro società fosse in decadenza


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"I bagni, il vino e Venere logorano il corpo, ma sono la vera vita": era un proverbio.


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Ogni cosa a tempo e a luogo, e il piacere non era meno legittimo della virtù; per esprimersi col linguaggio delle immagini, ci si compiaceva di rappresentare Ercole nei suoi momenti di debolezza, mentre filava ai piedi dell'amante Onfale oppure quando, in preda al vino, a malapena si reggeva in piedi, con gli occhi spersi e il viso radioso.


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La cinta delle mura è pegno di civiltà, il banchetto è cerimonia di civiltà.


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un individuo che ha fatto voto di consacrare la sua vita alla ricerca della saggezza non farà festa alla stessa maniera del volgo profano, ma da filosofo.


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Quanto alla cucina, a noi sembrerebbe in parte orientale in parte medievale.


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importante farlo a data fissa o in occasioni rare, creando, in questo caso, uno stato d'animo di attesa e solennizzando il piacere.


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Dio del piacere e della socievolezza, Bacco è sempre accompagnato dal corteo dei suoi familiari ubriachi e delle sue adoratrici in estasi


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L'iconografia bacchica non aveva certo un senso religioso e mistico, ma neppure si poteva definire decorativa: essa afferma l'importanza della socievolezza e del piacere e le offre una garanzia soprannaturale; era un'ideologia, un'affermazione di principio.


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il paganesimo era una religione di feste


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la festa religiosa


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offre il doppio piacere di essere anche l'adempimento di un dovere.


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II bagno non era una pratica di pulizia, ma un piacere complesso, come presso di noi la vita di spiaggia. Quindi pensatori e cristiani si rifiuteranno questo piacere; non avranno la debolezza di essere puliti e andranno a fare il bagno solo una o due volte il mese; la barba sudicia di un filosofo era un segno di austerità di cui egli andava fiero.


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questi spettacoli appartenevano alla tendenza umana a complicare la semplice natura e a prendersi cura di futilità.


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i "giuochi" greci e romani non somigliano per nulla ai nostri moderni "giuochi olimpici" o alle nostre coppe mondiali di football: si tratta di un'analogia ingannevole. Gli spettacoli antichi non erano materia di gusto individuale (in contrasto con la vita collettiva e con la politica); non erano piaceri esclusivamente popolari (in contrasto con uno stile di vita raffinato); non erano dei modi di impiegare il tempo libero (in contrasto con la parte laboriosa e seria dell'esistenza); gli spettacoli antichi erano pubblici, erano un piacere comune a tutte le classi sociali; infine, non si contrapponeva il tempo libero a un ideale di vita laboriosa. Per la nostra nobiltà oziosa dell'Ancien Regime, anche un ballo era una cosa seria, un dovere importante.


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per queste anime candide bastava pronunciare una parola sguaiata per dare il brivido di tutti gli eccessi e per far scoppiare a ridere per l'imbarazzo. Ardimenti da scolari.


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Nerone, tiranno debole piuttosto che crudele


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Era meno un violare i divieti che un falsare i termini all'interno dei divieti, ed era anche un modo di pianificare il proprio piacere, una cosa questa, di una mollezza insopportabile


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Nell'Antichità l'esaltazione petrarchesca della passione, se non avesse mosso il riso, avrebbe scandalizzato. I Romani ignorano questa esaltazione medievale dell'oggetto amato, così sublime che deve restare inaccessibile; ignorano anche quel soggettivismo che è il gusto moderno dell'esperienza, dove, in un mondo collocato a distanza, si sceglie di vivere qualcosa per sapere che effetto fa, e non perché il suo valore oggettivo o il dovere impongono di farlo


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Il compiacimento, la tenera china verso il piacere dei sensi che diventa delizia dell'anima, non sono antichi.


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la mollezza energica era biasimevole, ma lusinghiera.


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Chi siamo? Cosa debbo fare? Dove andiamo e cosa posso operare? Queste domande moderne non hanno nulla di naturale; né il pensiero antico né l'antica pietà le proponeva; sono nate dalla risposta cristiana.


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Gli dèi del paganesimo, loro vivono la loro vita, e la loro esistenza non si riduce a un ruolo metafisico; dopo tutto fanno parte del mondo: sono una delle tre razze che popolano il mondo. Ci sono gli animali, né ragionevoli né immortali; gli uomini, mortali e ragionevoli; gli dèi, ragionevoli e immortali.


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gli scherzi sul sacro presuppongono la fede del semplice.


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Si cercava di avere gli dèi dalla propria stancandoli, fiaccando a forza di preghiere la loro altera indifferenza di patroni (fatigare deos).


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qualcosa che ci eleva e che trova la prova della sua esistenza nella nostra venerazione.


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Con "gli dèi" al purale il paganesimo aveva una Provvidenza a cui faceva appello senza adorarla.


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Nell'ordine senatoriale, custode della religione pubblica e vivaio di sacerdoti pubblici, uno scetticismo sorridente era la dottrina consacrata per ciò che riguardava la religione ufficiale e l'ingenua pietà popolare.


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le favole dicono il vero con un linguaggio ingenuamente falso


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Questo termine, cultura, designa qui qualcosa di molto semplice: "essere colto" significava "non pensare come il popolo"; la cultura era un privilegio che si aggiungeva a quello del patrimonio e del potere. Non così in tutte le società; se ci riportiamo al mondo omerico, vediamo dei capi che parlavano, pensavano, pregavano, danzavano e addirittura vestivano come i loro uomini, di cui dividevano le credenze.


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L'esistenza degli dèi è più di un semplice dato di fatto: risponde a una funzione.


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In mancanza di una dottrina comune, non si sa cosa pensare e quindi non si suppone e non si crede nulla.


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Idea consolante, questa, che la morte sia il riposo dopo un lungo viaggio; idea ispirata a rassegnazione, che la vita non sia che un breve cammino.


Page 184 - 9 July 2021
una ricetta fondata sulla natura delle cose (cioè filosoficamente fondata) per vivere senza temere né gli uomini, né gli dèi, né il caso, né la morte e per rendere la felicità individuale indipendente dai colpi della sorte


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una filosofia antica non è fatta per essere ritenuta interessante o vera, ma per essere messa in pratica, per mutare un'esistenza


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il suicida aveva suggellato col suo sangue un'idea filosoficamente esatta: che solo contava il valore del tempo vissuto, che non dipende dalla sua lunghezza.