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Memorie dal sottosuolo

by Fëdor Dostoevskij



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Vi giuro, signori, che l'esser troppo consapevoli è una malattia, un'autentica, assoluta malattia.


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Pietroburgo, la città più astratta e più premeditata di tutto il globo terrestre. (Ci sono città premeditate e non premeditate.)


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ad ogni modo io sono fermamente convinto che non soltanto la molta consapevolezza, ma persino qualsiasi consapevolezza sia semplicemente una malattia. Ci insisto, su questo.


Pagina 26 - December 2018
il tratto principale della faccenda era che in me tutto ciò sembrava cadere non per qualche caso fortuito, bensì proprio come se avesse dovuto andare precisamente a quel modo. Era come se quello fosse il mio stato normale


Pagina 29 - December 2018
forse l'uomo normale deve appunto esser stupido, che ne sapete voi altri?


Pagina 32 - January 2019
Proseguo tranquillamente a parlare di quelli che hanno i nervi saldi, e perciò non possono capire una certa finezza dei godimenti.


Pagina 33 - January 2019
smorire voluttuosamente nell'inerzia


Pagina 36 - January 2019
stavo ovviamente imbrogliando me stesso, sebbene non fingessi affatto. Già allora il mio cuore aveva un qualcosa di lercio...


Pagina 37 - January 2019
M'escogitavo io stesso delle avventure e m'inventavo la vita, pur di vivere almeno un po', comunque fosse.


Pagina 50 - January 2019
è perfettamente naturale che voglia vivere per soddisfare a tutta la mia capacità di vivere


Pagina 52 - January 2019
tutto si può dire della storia universale, tutto di tutto, qualsiasi cosa possa venire in mente alla più sconvolta delle immaginazioni. Una sola cosa non se ne può dire: che sia ragionevole.


Pagina 55 - January 2019
Signori miei, queste questioni mi tormentano; risolvetemele.


Pagina 75 - January 2020
Le passioncelle in me erano sempre acute, brucianti, causa la mia perenne morbosa eccitabilità. Avevo come degli accessi isterici, e con tanto di pianti e di convulsioni. A parte la lettura non avevo niente


Pagina 76 - January 2020
Facevo il depravato in solitudine, di notte, di nascosto, spaurito, e in modo sozzo, con dentro una vergogna che non mi abbandonava nemmeno nei momenti più ripugnanti e che anzi, in cui momenti arrivava fino alla maledizione. Già allora mi portavo nell'anima il mio sottosuolo.


Pagina 77 - January 2020
io sempre una spiegazione per tutto, statene certi


Pagina 85 - January 2020
E poi avevo una via d'uscita che serviva a pacificare ogni cosa, ed era: il salvarmi "nel bello e nel sublime" - ovviamente nella mia fantasia.


Pagina 95 - January 2020
perplessità risentita


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orfano, già abbruttito da tutti i loro rimproveri, già sperso fra tutti i miei pensieri, e solitario, e con gli occhi selvaggiamente sgranati dinanzi ogni cosa.


Pagina 100 - January 2020
"Ma adesso non c'è più da stare a pensare; adesso sta arrivando la realtà"


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Umiliare se stessi più sfrontatamente ed io volontariamente di così era di sicuro impossibile.


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"Voglio dimostrarvi che il duello non mi fa paura. Voi sparerete per primo, e io sparerò in aria."


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"Sogna" osservò Sìmonov.
"Gli ha semplicemente dato di volta il cervello!" dichiarò Trudoljubov.


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"Eccolo, eccolo dunque finalmente lo scontro con la realtà" borbottavo correndo giù a rotta di collo per la scala.


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Tutt'un turbine di neve avevo nella testa, che girava e girava.


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occorrerà dire qualche parola prima dello schiaffo, a mo' di prefazione? No! Entrerò glielo darò, semplicemente.


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Eh sì, qua non si devono escludere nemmeno alle circostanze più eccentriche.


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era come se qualcosa stesse trascorrendo sopra di me, e mi stesse urtando, e mi eccitasse e mi desse un gran senso di inquietudine.


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là dove non c'è l'amore, non c'è nemmeno criterio, nel fare le cose.


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devi essere proprio una ragazza disgraziata, tu. Mh... Di solito e soprattutto per via della miseria, che capitano queste cose.


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Ma è mai possibile, è mai possibile che non provi anche tu ripugnanza stare qui? Eh no, si vede proprio che l'abitudine vuol dir tanto!


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il tuo nome sarà scomparso per sempre dalla faccia della terra, come se non ci fosse nemmeno mai stato, come se tu non fossi nemmeno mai nata!


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S'era come incatenata con gli occhi e il mio volto e aspettava impaziente mente quel che avrei detto.


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C'era qualcosa che non moriva, dentro di me, in fondo al mio cuore e alla mia coscienza: qualcosa che non voleva morire e che si manifestava sottoforma d'una bruciante angoscia.


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volti tanto preoccupati da sembrare cattivi


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È fatto così, il dannato romanticismo di tutti questi cuori puri! Oh, torpitudine, oh, stupidità, oh, limitatezza di queste "immonde anime sentimentali"!


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Apollòn incominciava altresì a sospirare, guardandomi, ed erano sospiri lunghi, profondi, quasi che con ciascuno di quei suoi sospiri egli stesse misurando tutta la profondità del mio decadimento morale


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In quel momento il mio orologio a muro fece uno sforzo, sfrigolò, e batté le sette.


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Stavo in piedi dinanzi a lei, annientato, disonorato, ignominiosamente confuso e, se ben ricordo, sorridevo


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"Dell'acqua, portami dell'acqua, là!" borbottavo io con voce debole, benché d'altronde fossi ben consapevole, tra me e me, che avrei potuto benissimo fare a meno dell'acqua e anche di quel borbottare con voce debole. Ma stavo, come suol dirsi, drammatizzando, nell'intento di salvare la faccia - e ciò benché quella mia crisi fosse del tutto reale.


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Il martire principale ero chiaramente io, già che ero pienamente consapevole di tutta l'abominevole bassezza di quella mia rabbiosa stupidità, e al tempo stesso non potevo in alcun modo trattenermi.


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io sono talmente vanitoso che e come se mi avessero strappato la pelle di dosso e bastasse l’aria a farmi sentir male.


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dal canto mio ero già arrivato a un tale grado di pervertimento morale e m'ero già tanto disabituato alla "vita viva"


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Desideravo la mia "tranquillità", desideravo di restarmene tutto solo, nel mio sottosuolo.


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Ma ecco quel che posso dire per certo: commisi questa crudeltà apposta, sì, ma non mi venne dal cuore, bensì dalla testa, dalla mia testa malsana.


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ecco qua una domanda oziosa che vorrei porre adesso, di per me: che cosa è meglio, una felicità a buon mercato oppure un'eletta sofferenza? Eh? Che cos'è meglio, tra le due cose?


Pagina 164 - January 2020
Così andavo fantasticando quella sera, seduto nella mia stanza, mezzo morto del gran male che avevo nell'anima.