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Se tremi sull'orlo. Lettere a un cercatore di sé

by Henry David Thoreau



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Accingersi a vivere una vita autentica significa mettersi in viaggio verso un paese lontano, per ritrovarsi gradualmente circondati da nuove scelte e nuove persone; e fin quando quelle vecchie sono intorno a me, io so di non stare vivendo in alcun senso una vita nuova e migliore.


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Le circostanze non sono rigide e inflessibili, invece le nostre abitudini sì.


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Chissà, se gli uomini si costruissero le abitazioni con le loro mani, e provvedessero al cibo per sé e per la famiglia con sufficiente onestà e semplicità, non si svilupperebbe universalmente la facoltà poetica, come gli uccelli che cantano universalmente mentre sono così impegnati?


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Credo fermamente nella semplicità.


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Ciò che si può esprimere con le parole si può esprimere con la vita.


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Ogni uomo dovrebbe rappresentare una forza che sia perfettamente incontrastabile.


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Non affannatevi a evitare la povertà.


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Facciamo in modo che la nostra mediocrità sia il nostro poggiapiedi, non il nostro poggiatesta.


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Vi fu mai un autentico dilemma? Le leggi della terra sono per i piedi, ovvero l'uomo inferiore; le leggi del cielo sono per la testa, ovvero l'uomo superiore; le ultime sono le prima sublimate ed espanse, proprio come i raggi che dal centro della terra divergono nello spazio. Felice l'uomo che osserva la legge celeste e quella terrestre nella giusta proporzione; cui ogni facoltà, dalla pianta dei piedi fino alla cima della sua testa, obbedisce alla legge del proprio livello; che non china il capo né cammina sulla punta dei piedi, ma conduce una vita equilibrata, gradita alla natura e a Dio.


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Sono sbalordito del meraviglioso isolamente attraverso cui mi muovo.


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Credo di aver avuto un vantaggio rispetto a voi, poiché io ho scelto il mio stato d'animo


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Facciamo sì che prevalgano le belle leggi. Non affatichiamoci opponendo loro resistenza.


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Scegliete di vivere? o vi farete imbalsamare? Sceglierete di vivere, sia pure a cavalcioni di un raggio di sole, o riposerete al sicuro nelle catacombe per un migliaio d'anni? Nel primo caso, l'accidente peggiore che possa capitare è che ci spezziate l'osso del collo. Spezzerete il vostro cuore, la vostra anima, per salvarvi l'osso del collo? I colli e le cannucce di pipa sono destinati a rompersi. La gente fa un gran baccano riguardo la follia di pretendere troppo dalla vita (o dall'eternità?), e di impegnarsi a vivere secondo quella pretesa. È molto rumore per nulla. Nessun danno proviene mai da quella direzione.


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Io non ho paura di esagerare il valore e il significato della vita, ma piuttosto di non essere all'altezza dell'occasione che essa rappresenta.


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Mi spiacerebbe ricordare che io sia stato qui, ma non abbia notato niente di ragguardevole - non quanto un principe travestito; che abbia vissuto nell'Età dell'Oro da uomo di fatica; che abbia persino visitato l'Olimpo, ma mi sia addormentato dopo pranzo, e non abbia udito la conversazione degli dèi.


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Dissperò me stesso in quella direzione.


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Conosco alcuni che nella loro carità donano ai poveri i loro fondi di caffè!


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le ore serene in cui l'Amicizia, i Libri, la Natura, il Pensiero paiono al di sopra delle preoccupazioni primarie [...]. Non è [...] una specie di divinità datta in casa?


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Voi mi dite che sognate, ma non cosa sognate.


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voi coltivate un raccolto che non ha bisogno di essere portato giù a valle a un mercato, un raccolto che barattate con prodotti celestiali.


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Bevi a fondo dalla sorgente Pieria, o non gustarne affatto. ("Drink deep or taste not of the Pierian spring." Alexander Pope)


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Trovo che gli eventi in sé, malgrado la singolare importanza che tutti quanti gli accordiamo, siano di gran lunga meno reali delle creazioni della mia immaginazione. [...] e mi influenzano meno dei miei sogni.


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I nostri pensieri sono le poche nelle nostre vite: tutto il resto non è che un diario dei venti che soffiarono mentre eravamo qui.


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Rispetto a prima scorgo meno differenza tra una città e una palude.


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Un tempio, voi lo sapete, era anticamente "uno spazio aperto senza un tetto", le cui pareti servivano semplicemente a tener fuori il mondo, e a dirigere la mente verso il cielo; invece una moderna meeting-house tiene fuori il cielo, mentre al suo interno il mondo s'accalca in spazi ancora più serrati.


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Tutto il mondo oggigiorno si lamenta della pressione dei doveri e dei futili impegni che impedisce agli uomini di dedicarsi a questioni più elevate [...] ma non v'è dubbio che se fossero fatti della giusta stoffa per occuparsi di tali questioni [...] adempirebbero all'istante l'impegno superiore, e trascurerebbero tutto il resto, con la stessa naturalezza con cui respirano.


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Alla fine di agosto, Blake aveva scritto sia a Thoreau che a Bronson Alcott chiedendo loro, come risulta dalla lettera a quest'ultimo, di condividere il loro pensiero su come un uomo e una donna potessero vivere insieme: "Come possiamo aiutarci l'un l'altra ad essere più autenticamente soli nel senso buono e bello, ad essere più autenticamente liberi, più vicini ad essere l'Amico comune che potremmo essere, pur distinti? Giacché noi miriamo, io credo, a niente di meno che quello. Come dovremo trattarci l'uno con l'altra, con quale riserva, con quela Sacra Reverenza, affinché il Mistero, la Poesia e la Bellezza che aleggiano intorno all'alba dell'amore non si trasformino, a motivo d'un rapporto troppo stretto, d'un partecipare, in comune, alle preoccupazioni della vita quotidiana, in una prosaica e volgare familiarità?" [da una nota a piè di


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l'alto scopo morale dell'unione coniugale [da una nota a piè di


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Qui, in spazio ristretto, è l'antica e naturale bellezza della sera e del mattino.


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questo grande civilizzatore [l'amore]


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"Prima della nascita, l'anima di ciascuno di noi sceglie un'immagine o disegno che poi vivremo sulla terra, e riceve un compagno che ci guidi quassù, un daimon, che è unico e tipico nostro. Tuttavia, nel venire al mondo, dimentichiamo tutto questo e crediamo di esserci venuti vuoti. È il daimon che ricorda il contenuto della nostra immagine, gli elementi del disegno prescelto, è lui dunque il portatore del nostro destino." (J. Hillman, "Il codice dell'anima", Adelphi, Milano 2009, p.23) [da una nota a piè di


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Le anime superiori rispettar dobbiamo,
Ma solo quelle inferiori noi amiamo.


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Il cuore è cieco; ma l'amore non è cieco. Nessun dio discrimina così tanto.


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Una che sapesse sopportare di essere così meravigliosamente e splendidamente esagerata ogni giorno!


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Avere una miniera d'oro nella tua fattoria!


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Condividere la giornata con te - popolare la terra.


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abbiamo a che fare con qualcuno che rispettiamo persino più religiosamente di quanto rispettiamo la parte migliore di noi stessi


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Il calore dell'amore celestiale non rilassa, bensì rinvigorisce e fortifica chi ne gode.


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Il lusso dell'affetto - lì sta il pericolo.


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L'amore che ci lascia come ci trova, ci degrada.


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Che il nostro amare possa esser tale da non darci mai motivo di pentirci del nostro amore.


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Tra amore e lussuria corre lo stesso abisso che c'è tra un giardino di fiori e un bordello.


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la volontà di vivere nella pianta, come semplice, cieca tendenza ad esistere, senza scopo e senza meta. (Schopenhauer) [da una nota a piè di


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non nel volere, bensì nel volere cosciente risiede la colpa (Schopenhauer) [da una nota a piè di


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Il rapporto tra i due sessi, ho sognato, è incredibilmente bello, troppo bello per essere ricordato.


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È strano che la gente parli di miracoli, di rivelazione, di ispirazione, e simili, come di cose passate, quando invece l'amore resta.


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Un vero matrimonio non sarà in alcun modo diverso dall'illuminazione. In ogni percezione della verità vi è un'estasi divina


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Era da molto tempo che non spendevo così tante giornate in modo così fruttuoso sotto l'aspetto pecuniario; e in modo così infruttuoso, mi sembra, sotto un aspetto più importante.


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Ora ho dunque una biblioteca di circa novecento volumi, di cui oltre settecento scritti da me.


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in essa non c'è nulla per cui valga la pena sacrificarsi, o perfino togliersi i guanti


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Possano i miei 76 dollari, non importa quando li avrò, aiutarmi a prendere la direzione opposta.


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Così protesto contro di loro, ma nella mia follia io sono il mondo che condanno.


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Se mai ho fatto alcun bene a qualcuno, nel senso che loro intendono, di certo si è trattato di qualcosa di eccezionale, e di insignificante se paragonato al bene o al male che faccio costantemente con l'essere quel che sono.


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Mi rendo conto che, nel mio caso, il denaro potrebbe essere di grande utilità per me, ma probabilmente non lo sarebbe, poiché l'ostacolo a ciò, vedete, è che io non faccio buon uso delle mie opportunità, e pertanto non sono preparato ad avere maggiori opportunità.


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Vi sono molto debitore per il fatto di guardare così disciplinatamente al lato migliore, o piuttosto al vero centro, di me [...] e, come altrove ho detto, "di offrirmi un'opportunità di vivere".


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e costruire colà il nostro rifugio fra le nuvole


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un luogo buio, pieno di fumo e grida tormentose che - gli spiegano - è "una via traversa per l'inferno, la via che prendono gli ipocriti" [da una nota a piè di


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Le vostre parole mi fanno pensare a una persona di mia conoscenza che incontro di tanto in tanto, e che pare abbiate conosciuto anche voi, un certo Me Stesso, così si chiama.


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Tenete fede al vostro sogno a occhi aperti più indefinito.


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e davvero penseremo che i sogni sono soltanto polvere e cenere, pensieri che sempre si disintegrano e si sbriciolano, e non piuttosto dei pensieri simili alla polvere che marciano a tempo di musica verso il loro grado di eccellenza, sistemi che cominciano a organizzarsi?


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una delle più basse forme di vita intelligente, noi uomini


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L'altro giorno leggevo una cosa che è successa a un tale: ma com'è che a me non succede mai niente?


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Vale la pena vivere rispettando noi stessi. Noi possiamo anche andare d'accordo con un vicino di casa, persino con un compagno di letto, che rispettiamo pochissimo; ma quando veniamo al dunque, ossia che non rispettiamo noi stessi, allora non andiamo proprio da nessuna parte, non importa quanto denaro ci offrano anche solo per zoppicare.


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Il taglialegna, tramite il suo impegno a fare bene il proprio lavoro, non diventa semplicemente un taglialegna migliore, ma sensibilmente un uomo migliore.


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Se non possiamo innalzare canti alla fede e al trionfo, vorrà dire che canteremo la nostra disperazione. Saremo quel tipo di uccello.


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il lavoro, come la miseria, crea strani compagni di letto (Shakespeare, "La tempesta", atto II, scena II)


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Trovo, come sempre, assai infruttuoso avere molto a che fare con le persone.


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si radunano nei salotti e fiaccamente confabulano e remano nella sdolcinata fanghiglia sociale


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Come va con il mondo? o piuttosto, come va la cavate senza di esso?


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Esiste un pericolo considerevole che un uomo sia pazzo tra il pranzo e la cena


Pagina 100
Noi dobbiamo conoscere cosa siano la vita e la morte, prima di poter iniziare a vivere a modo nostro. Vediamo d'imparare l'abbiccì quanto prima possibile.


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Per lo più, noi permettiamo solo a circostanza esteriori e transitorie di creare delle occasioni. Ma quelle sono, in effetti, le nostre cause di distrazione.


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L'altro giorno ho pensato che la mia salute fosse migliorata - che avessi dato finalmente un segno di vitalità - in quanto ho provato un leggero malumore.


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R. dice di sé che a volte pensa di possedere tutte le infermità del genio ma senza il genio


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Sono ancora un apprendista, non un insegnante, che si nutre in modo alquanto onnivoro, bruciando sia lo stelo che le foglie


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Sono grato per quello che sono e che ho. Il mio ringraziamento è perpetuo. È sorprendente quanto si possa essere soddisfatti di nulla di definito, solo di una sensazione di esistenza.


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la mia ricchezza non è possesso ma non godimento.


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Più ci riflettevo, più mi appariva imprudente.


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ogni cosa che susciti lealmente la nostra ammirazione ci espande.


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Al momento avete bisogno di divertimento? Allora giocate un po' al gioco del guadagnarsi da vivere. Non c'è mai stato niente di equiparabile. Fatelo con moderazione, però, e non sudate.


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I medici sono tutti concordi che io soffra di mancanza di compagnia. Mai si ebbe un caso così. Primo, io non sapevo di stare affatto soffrendo. Secondo, come potrebbe dire un irlandese, io pensavo anzi di aver fatto indigestione di società.


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Alla fine avete trovato nei vostri vagabondaggi un posto dove la solitudine è dolce?


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Ma, ahimè, pure ogni disperazione e tendenza all'abbandono è un istinto.


Pagina 159
Essere attivi, sani, felici, implica raro coraggio.


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I codardi soffrono, gli eroi godono.


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Dice bene il nostro maestro: "La profonda sincerità è la sola base del talento così come il carattere". Su questa roccia dobbiamo edificare. [dalla postfazione di S. Paolucci]


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Ecco la buona fede, colonna portante di giustizia e umanità. [dalla postfazione di S. Paolucci]


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è meglio che rimanga impunito un colpevole piuttosto che venga punito un innocente? [dalla postfazione di S. Paolucci]


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Con serena tristezza, amico mio, sto imparando ad accettare anche questo fatto tragico. [dalla postfazione di S. Paolucci]


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C'è chi vede cose che non esistono, e lo chiamano pazzo; ma io dico che il vero pazzo è chi non vede le cose che esistono. [dalla postfazione di S. Paolucci]


Pagina 179
Si tratta quindi di fissare con tutta chiarezza questi limiti, i quali sono, per così dire, la spina forsale della morale. [dalla postfazione di S. Paolucci]


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E se l'uomo fosse solo un dio spaventato? [dalla postfazione di S. Paolucci]


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È pericoloso non avere questo coraggio. In effetti, può essere letale, potresti esser morto prima del tempo, prima d'iniziare veramente a vivere o sapere cosa sia la vita. E il paradosso è che quando trovi quel coraggio, diventi pericoloso. [dalla postfazione di S. Paolucci]