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La signora delle camelie

di Alessandro Dumas figlio



La morte aveva purificato l'aria di quella splendida cloaca; ...


...i misteri erano morti con la dea; ...


Tutti quegli oggetti, ciascuno dei quali rappresentava per me una prostituzione della poverina, ...


Quel pentimento continuo, non della cattiva strada percorsa ma dei calcoli sbagliati e del denaro mal impiegato, ...


Io mi addoloravo per la scomparsa di quella ragazza come ci si addolora per la totale distruzione di un'opera d'arte.


Il passato le appariva come una delle principali cause del suo male e una specie di superstizione le faceva sperare che Dio le avrebbe lasciato bellezza e salute a patto che si fosse pentita e convertita.


Quanta ragione avevano gli antichi che davano un solo Dio ai mercanti e ai ladri!


Quindi, disse a Maddalena: « Molto ti sarà perdonato perché molto hai amato » . [...] Perché dovremmo noi essere più severi di Cristo?


Il cielo prova più gioia per un peccatore che si pente di quanta ne provi per dieci giusti che non peccano mai; cerchiamo quindi di dare gioia al cielo.


Oh! darei dieci anni di vita per poter piangere un'ora ai suoi piedi.


« Mi scusi, mi scusi, – disse - il dolore esagera le sensazioni. »


...ancora molto tempo quel dolore sarebbe stato più forte della sua volontà...


« Devi sapere, amico mio, che da due anni la vista di quella ragazza mi faceva, a ogni incontro, una strana impressione.
Senza che sapessi perché, diventavo pallido e il cuore mi batteva forte. Un amico che si occupa di scienze occulte chiamerebbe quella sensazione affinità dei fluidi; io credo più semplicemente che fossi destinato a innamorarmi di Margherita e che ne avessi il presentimento. »


« In un libro di Alfonso Karr, intitolato Am Rauchen, si narra di un uomo che, una sera, segue una donna molto elegante della quale, a prima vista, si è innamorato a causa della sua bellezza. Pur di baciare la mano di quella donna egli si sente la forza per qualsiasi conquista, il coraggio per qualsiasi ardimento. Egli osa appena sfiorare con lo sguardo la caviglia che, con civetteria, essa scopre per non sporcare il vestito con la polvere della strada. Mentre sogna tutto quanto saprebbe fare per possedere quella donna, essa lo ferma all'angolo della strada e gli domanda se vuol salire a casa sua.
Egli volta la testa dall'altra parte, attraversa la strada e torna a casa col cuore gonfio di tristezza. »


...si riconosceva in quella ragazza la vergine che un nonnulla aveva reso cortigiana e la cortigiana che un nonnulla avrebbe reso la vergine più innamorata e più pura.


- Dunque, lei mi curerebbe?
- Sì.
- E starebbe con me tutti i giorni?
- Sì.
- E anche tutte le notti?
- Fino a che non l'avessi annoiata.
- Come si chiama questo?
- Devozione.


« Ma con chi crede di avere a che fare? Non sono né vergine né duchessa. »


« Ammettendo che un giorno diventi la sua amante, lei deve pur sapere che ho avuto degli altri amanti prima di lei. »


- Se sapessi come ti amo! – le dicevo sottovoce.
- Davvero?
- Te lo giuro.
- Va bene, se mi prometti di eseguire tutte le mie volontà senza dire una parola, senza farmi un'osservazione, senza interrogarmi, forse ti amerò.
- Tutto quello che vorrai.
- Ma, ti avverto, voglio essere libera di fare quello che mi pare, ...


...sai perché faccio questo? Lo faccio, - proseguì prendendomi una mano e posandola contro al cuore del quale sentivo il palpito violento e ripetuto, - perché dovendo vivere meno a lungo degli altri, mi sono promessa di vivere più in fretta. [...] Oh! Stai tranquillo, - continuò ridendo. – Per quanto poco possa vivere vivrò sempre più a lungo di quanto tu mi amerai.


Mi fu impossibile rimanere in casa. La mia camera sembrava troppo piccola per contenere tanta felicità; avevo bisogno di sfogarmi nel pieno della natura. Uscii.


- Permetti che vada a letto? – disse, sorridendo, e avvicinandosi al letto.
- Non solo te lo permetto, anzi, te ne prego.


- Mi perdoni il cattivo umore di stasera? – mi disse prendendomi una mano.
- Sono disposto a perdonarne molti altri.
- E mi ami?
- Da impazzire.
- Malgrado questo caratteraccio?
- Malgrado tutto.
- Me lo giuri?
- Sì, - le dissi sottovoce.


Essere amato da una fanciulla casta, rivelarle per primo lo strano mistero dell'amore è, certo, una gran felicità, ma è la cosa più semplice del mondo. Conquistare un cuore che non è avvezzo agli assedi è come entrare in una città aperta e senza difesa. [...] Ma essere veramente amato da una cortigiana, è una vittoria ben diversamente ardua. In esse l'anima è consumata dal corpo, il corpo è bruciato dai sensi, i sentimento sono corazzati dal vizio. Le parole che le si rivolgono, esse le conoscono da tempo, i mezzi che si adoperano esse li conoscono, l'amore stesso che ispirano esse l'hanno venduto. Esse amano per mestiere, non per slancio. Esse sono più protette dai loro calcoli di quanto una vergine lo sia dalla madre e dal convento; per questo hanno inventato la parola capriccio quando definiscono una more senza interesse che si permettono ogni tanto come riposo, come scusa, o come consolazione; ...


Pensando che gli ostacoli posti dalla mia immaginazione tra Margherita e me erano crollati, che la possedevo, che occupavo un poco dei suoi pensieri, che avevo in tasca la chiave del suo appartamento e il diritto di servirmi di quella chiave, ero contento della vita, orgoglioso di me stesso e amavo di Dio che aveva consentito tutto ciò.


Fascino, dolcezza, espansione, Margherita aveva tutto e ogni tanto mi sentivo veramente costretto a riconoscere che non avevo diritto di chiederle altro; ...


Le donne permettono talvolta che si tradisca il loro amore, mai che si ferisca il loro orgoglio, ...


Ebbene, amico mio, bisognava amarmi un poco di meno o capirmi un poco di più.


C'è chi si rovina senza niente ottenere da noi, c'è chi ci possiede con un solo mazzo di fiori.


La tua lettera ti ha smentito, mi ha rivelato che non avevi tutta l'intelligenza del cuore, ti ha fatto più torto nell'amore che avevo per te di tutto quanto avresti potuto farmi. Era gelosia, è vero, ma gelosia ironica e impertinente. Ero già triste, quando ho ricevuto quella lettera, contavo vederti a mezzogiorno, fare colazione con te, cancellare, insomma, vedendoti, il pensiero che mi assillava e che, prima di conoscerti, ammettevo senza sforzo. Inoltre, - proseguì Margherita, - tu eri la sola persona davanti alla quale m'era sembrato subito di poter pensare e parlare liberamente.


...gioia [...] di trovare un uomo tanto elevato da non chiedermi conto della mia vita ed essere l'amante dei miei sentimenti molto più che del mio corpo.


Ahimè! avevamo fretta di essere felici, come se avessimo indovinato che non potevamo esserlo a lungo.


Trascorsi giornate intere ai piedi della mia amante.


Aprivamo le finestre che davano sul giardino e guardando l'estate, che allegramente scintillava tra i fiori che aveva fatto schiudere, e sotto l'ombra degli alberi, respiravamo uno accanto all'altra la vera vita che né Margherita né io avevamo fino allora capito.


...mi diceva sempre che quando una donna ama non può fare quello che faceva Manon.


Si rimpiange di avere già gettato particelle di cuore ad altre donne...


L'esistenza non è più che il compimento ripetuto di un desiderio continuo; ...


Il vero amore rende sempre migliori, chiunque sia la donna che l'ispira.


...avevo bisogno d'aria e di stanchezza fisica per placare la sovreccitazione della quale ero in preda.


Appena fui sulla strada, spezzai i sigilli della lettera.
Se un fulmine mi fosse caduto ai piedi mi sarei spaventato di meno di quanto lo fui leggendo quella lettera.
« Quando leggerai questa lettera, Armando, io sarò già l'amante di un altro uomo. Tutto è finito, dunque, tra noi. Torna da tuo padre, amico mio, vai a rivedere tua sorella, giovinetta casta, ignara di tutte le bassezze del mondo, presso la quale dimenticherai molto presto quanto ti ha fatto soffrire la mondana chiamata Margherita Gautier, alla quale hai avuto la bontà di dedicare un istante di vita e che ti deve i soli momenti felici di un'esistenza che adesso spera non sia troppo lunga. »
Quando lessi quelle ultime parole, credetti di impazzire.
Per un poco, ebbi veramente paura di cadere sul selciato della strada. Una nuvola mi passò davanti agli occhi e il sangue mi batteva nelle tempie.
Finalmente, mi ripresi un poco, mi guardai attorno, stupito di vedere che la vita degli altri continuava senza arrestarsi davanti alla mia sciagura.


Tieni, prendimi la mano. Ho la febbre. Mi sono alzata dal letto per venirti a chiedere non amicizia, ma indifferenza.


...io la amavo tanto che fra i trasporti del mio amore febbrile mi domandavo se non stavo per ammazzarla purché non appartenesse mai a un altro uomo.


Avevo quasi la speranza di ammazzarmi rapidamente a forza di eccessi, e credo che la speranza non tarderà a realizzarsi.


E, poi, a che serve uccidersi quando si è già vicini alla morte?


Soltanto gli uomini hanno la forza di non perdonare.


Bisogna aver fatto molto del male prima di nascere, o voler gioire di una grande felicità dopo la morte, perché Dio permetta che questa vita abbia tutte le torture dell'espiazione e tutti i dolori della prova.


Soffro sempre.


Mi sembra che, se tu venissi, guarirei. Altrimenti, perché guarire?


Dopo tutto, non si deve sempre essere infelici.


E' vero che se non avessimo vissuto insieme quest'anno, non sarei morta così presto.
Sia fatta la volontà di Dio!


Non può immaginare in mezzo a quale dorata miseria muore la poverina.


Ha vissuto da peccatrice, ma morirà da cristiana.


Margherita è entrata in agonia stanotte verso le due. Mai martire ha sofferto tortura siffatta, a giudicare dalle sue grida. Per due o tre volte di è alzata in piedi sul letto come se avesse voluto riprendere la vita che saliva verso Dio. [...]
Allora mi sono accostata a lei, [...] le ho chiuso gli occhi e l'ho baciata in fronte.
Povera cara Margherita, avrei voluto essere una santa donna perché quel bacio ti raccomandasse a Dio.
[...]
Non m'intendo molto di religione, ma penso che Dio riconoscerà che le mie lacrime erano vere, ...


Tornai a Parigi, dove scrissi questa storia, tale e quale m'era stata narrata. Essa ha un solo merito, che forse le sarà contestato: quello di essere vera.