Go back


Alexis o il trattato della lotta vana

by Marguerite Yourcenar



Pagina 16
E soltanto la certezza che non sei felice mi persuade a continuare. Noi abbiamo tanto mentito, e tanto sofferto della menzogna, che non c'è poi troppo rischio a provare se la sincerità guarisce.


Pagina 17
Come posso sperare di ritrovare quella pace cui allora non sapevo nemmeno dare un nome? L'ho staccata da me, rendendomi conto che non era tutto me stesso. Bisogna confessarlo subito, non sono troppo sicuro di rimpiangere ancora quel l'ignoranza che noi chiamiamo pace.


Pagina 17
Se non avessi confuso l'ignoranza dello spirito con l'innocenza del cuore.


Pagina 18
Ci sono momenti della nostra esistenza nel quale noi siamo, in modo inspiegabile e quasi agghiacciante, ciò che più tardi diventeremo.


Pagina 22
Come sono talora severe le persone che rimpiangono di non averlo saputo essere con se stesse.


Pagina 23
Ci voleva qualcuno per esprimere questo silenzio, per fargli esprimere tutto il suo contenuto di tristezza, farlo cantare, per così dire. Non doveva servirsi di parole, sempre troppo esatte per non essere crudeli, semplicemente di musica, perché la musica non è indiscreta e, quando si lamenta, non dice perché. Ci voleva una musica


Pagina 23
Tanto aderente al silenzio da insinuarvisi a poco a poco. Questa musica è stata la mia.


Pagina 24
i nostri lavori rappresentano un periodo dell'esistenza che noi abbiamo già superato al momento in cui scriviamo.


Pagina 24
Siamo tutti uguali: abbiamo paura di un dramma; qualche volta siamo tanto romantici da desiderare che avvenga, e non ci accorgiamo che è già cominciato.


Pagina 24
C'era anche un quadro in cui si vedeva un uomo al clavicembalo che smetteva di suonare per ascoltare la propria vita.


Pagina 26
non bisogna aver timore delle parole dopo che deceduto hai fatti.


Pagina 26
C'è molto di vero nei sogni dei poeti ma non sono tutta la vita.


Pagina 30
Si spendono in pura perdita


Pagina 41
Era un mattino come tutti i mattini possibili, né più luminoso né più velato. Camminavo in aperta campagna, su un sentiero fiancheggiato da alberi; tutto era silenzioso come se tutto si ascoltasse vivere; i miei pensieri, ti assicuro, non erano meno innocenti di quell'inizio di giornata. Almeno, non posso ricordare pensieri che non fossero innocenti, poiché, quando essi cessarono di esserlo, non li controllavo già più. In questo momento, in cui sembro allontanarmi dalla natura, lascia che io la lodi per quel suo essere presente dappertutto, sotto forma di necessità. Il frutto cade soltanto alla sua ora, quando il peso vince la lunga resistenza e riesce a tirarlo verso terra: non c'è altra fatalità quell'intima maturazione. Non oso raccontarti tutto ciò che in maniera molto vaga; camminavo, non avevo meta; non è colpa mia se, quel mattino, incontrai la bellezza...


Pagina 43
Naturalmente, non potevo giudicarmi che secondo le idee accettata intorno a me


Pagina 44
Sentiamo che l'anima è soltanto il suo sogno migliore.


Pagina 45
È più difficile cedere una volta sola che non cedere mai


Pagina 48
La sofferenza ci rende egoisti, perché ci assorbe completamente: soltanto più tardi, sotto forma di ricordo, essa ci insegna la compassione.


Pagina 51
La prima settimana fu così crudele che preferisco non parlarne affatto.


Pagina 51
Ciò che rende la povertà così dura non sono le privazioni, è la promiscuità.


Pagina 54
Non mi vanto di aver amato.


Pagina 57
La memoria delle donne assomiglia a quelle vecchie tavole di cui esse si servono quando cuciono. Ci sono cassetti segreti; ce ne sono di quelli chiusi da lungo tempo e che non possono aprirsi; ci sono fiori secchi che non sono ormai più se non polvere di rose; e matassine mischiate insieme, e talora qualche spillo. La memoria di Maria era molto compiacente: doveva servirle a ricamare il suo passato.


Pagina 58
Mi devi credere che la perfezione si trova sull'altro lato di un giuramento.


Pagina 59
Un'idea conduce sempre a un'altra; e chissà dove si può andare a finire.


Pagina 62
La musica, questa gioia dei forti, è la consolazione dei deboli.


Pagina 64
Non riuscivo a capire come si potesse suonare davanti a sconosciuti, a un'ora determinata, per un compenso versato in anticipo.


Pagina 65
La gente che va a teatro cerca di dimenticare se stessa; quelli che vanno al concerto cercano piuttosto di ritrovarsi.


Pagina 66
Ci sono momenti in cui basta un albero che sporge da un muro per ricordarci l'esistenza delle foreste.


Pagina 74
Quella tua voce intrisa di silenzio


Pagina 74
in Dio, intendo in colui che tanta gente ci descrive come se lo conoscesse.


Pagina 74
Ci attendevamo alla fine della


Pagina


Pagina 75
Un giorno che avevo più coraggio, e tu ancora più dolcezza del solito, ti confessai che avevo paura di essere dannato. Tu hai sorriso, gravemente, per darmi fiducia. Allora, bruscamente, quell'idea mi parve piccina, miserabile, e soprattutto lontanissima: compresi, quel giorno, l'indulgenza di Dio.


Pagina 83
Avevo completamente abbandonato la musica. La musica faceva parte di un mondo in cui mi ero rassegnato a non vivere mai più. Si dice che la musica sia l'universo dell'anima; può darsi, amica mia. Ciò prova semplicemente che l'anima e la carne non sono divisibili, e che l'una contiene l'altra come la tastiera contiene i suoni.


Pagina 84
La musica ci parla di possibilità sconfinate. È pericoloso esporsi alle emozioni dell'arte, quando si è deciso di astenersene nella vita.


Pagina 91
Suonavo; [...] dolcemente, delicatamente, come se dovessi addormentare in me la mia anima.


Pagina 93
I suoni, si dispiegano nel tempo come le forme nello spazio


Pagina 93
Cominciavo a comprendere questa libertà dell'arte e della vita, che non obbediscono se non alle leggi del loro stesso sviluppo.


Pagina 94
Cominciavo a comprendere che c'è qualcosa di bello nel vivere della nostra arte, perché così ci liberiamo da tutto quel che ne esula.