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Lettere dal fronte alla famiglia 1915-1918

by Ernst Jünger



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Era convinto che a quarantacinque anni un uomo dovesse aver raggiunto una tale indipendenza economica da potersi dedicare solo alle proprie inclinazioni. [Dalla prefazione.]


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Si scava sempre di più, giorno e notte.


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Le prime impressioni delal guerra mi hanno un po' deluso.


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Quando sono piovuti i miei proiettili e le prime granate, siamo scoppiati quasi tutti a ridere.


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Credo che a Hannover davanti a quella vista sarei svenuto, ma sono lieto di avere nervi così saldi. Il fuoco delle granate è davvero molto interessante. Rumms - ssssssssss - bumms!


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Strani, questi morti che restano per mesi sul campo di battaglia. [...] Alcuni non sono che macchie d'erba verde ormai.


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Qui un paio di giorni fa una decina di soldati è stata condannata a 10 anni di prigione per essersi addormentata in servizio. Non è così facile. Peccato per quei ragazzi.


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Non ho ancora capito bene la storia degli aspiranti ufficiali. Meglio che chieda al nostro sottotenente. Mi sembra che a ricevere promozioni siano perlopiù quelli che al fronte si tengono in disparte e che poi finiscono a fare gli sbruffoni solo in periodo di riposo.


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Sarei lieto di tornare a combattere, stare lontano dal fronte non è onorevole.


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Qui la vita è sopportabilissima.


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In ogni caso non sappiamo più cos'è la pace.


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In questa guerra sembra essere di moda darsi a grandi bevute.


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In guerra si può emergere solo facendo la guerra. Suona ridicolo, ma tutti vogliono tornare in trincea.


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sono qui nelle Fiandre e attendo con impazienza di cimentarmi in nuove imprese eroiche.


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Ho formulato una nuova teoria secondo la quale la guerra durerà fino alla piena estate, il suo culmine prenderà il nome di peste o colera.


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Probabilmente il mio telegramma sarà già arrivato. L'ho inviato perché non riceveste all'improvviso una comunicazione dal rgt. che mi dà per disperso o addirittura morto. Sto benissimo; naturalmente si è trattato ancora una volta di stupida fortuna.


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La vita militare comincia a divertirmi, inizio a comprendere che razza di demonio bisogna essere per fare la morte a centinaia di persone.


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Figliolo, figliolo, non partire per la guerra, ascolta il mio buon consiglio, figliolo! Si diventa soltanto nervosi, dal maresciallo in giù questo lo si chiama avere strizza.


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È bellissima la vita nella mensa degli ufficiali. Il cibo è ottimo. A casa come va?


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Di recente ho trovato nella latrina le ossa di una mano e ho avuto l'elegante idea di usare un dito per costruirmi un bocchino per sigaro.


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alcune allitterazioni sparse qua e là con discrezione rendono la poesia assai più bella.


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Qui da noi la primavera sta cominciando a farsi notare.


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Questa guerra sta diventando sempre più ingarbugliata e irragionevole, e nessuno sa più cosa verrà fuori da questo caos. Ma l'essenziale resta che alla fine ostentiamo la nostra superiorità, vincendo.


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Finalmente ho partecipato a un attacco coi gas tossici, anzi a 3, non è poi la fine del mondo.


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Alloggio in una bellissima stanza dentro una baracca fortificata nel cuore del bosco.


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Per quanto mi riguarda, non credo a nessuna pace che non sia stata decisa dalla fame o con la forza delle armi.


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ho bisogno di sentire di nuovo l'odore della polvere da sparo, senza il quale non sono felice. A fare il soldato di pace posso giocare anche dopo la guerra, nel caso dovessi averne voglia.


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Scrivimi come ti sei trovato nella seconda compagnia. Mi fa sempre piacere ascoltare ciò che le persone hanno da dire sulle relazioni, a livello generale e personale; si impara molto.


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Perciò passeggio sul fondale di mari scomparsi, e spesso mi fermo davanti a una traversa come davanti a un rebus.


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Nelle Fiandre sei stato macinato a dovere.


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Ho scoperto che in alcuni casi non c'è rimedio più efficace di una bella dormita in un letto comodo.


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Come Oscal Wilde ritengo che il suicidio sia il miglior addio che si possa dare alla società.


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Continuo a vivere le mie giornate come al solito e mi tengo occupato in modo consono.


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Sei prati verdi, con dietro il mare e davanti a me le montagne mi sento sempre felice come in nessun altro posto. È nella mia natura praticamente sentimentale.


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Oltre alla storia non ti dimenticare della geografia. Una raccolta di viaggi di esplorazione è una delle cose più preziose che si possano possedere; la conoscenza del mondo che grazie ad essa riusciamo a ottenere somiglia a un fiore che si schiude petalo dopo petalo.


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È un dolore antico ormai quello causato dal trovare allettante qualsiasi posto in cui non possiamo trattenerci. Sarà forse la morte il luogo dei luoghi?


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eppure di colpo tra gli effimeri mi ritrovo anziano.