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Al giardino ancora non l'ho detto

by Pia Pera



Pagina 12 - 22 Aprile 2018
Il mio intento era stato cancellare, o quanto meno smorzare, le mie stesse tracce, gli indizi che avrebbero potuto sottolineare un progetto, un'intenzione.


Pagina 12 - 22 Aprile 2018
il mio giardino era, in un certo senso, impostato sull'assenza del giardiniere


Pagina 17 - 22 Aprile 2018
Un giorno di giugno di qualche anno fa un uomo che diceva di amarmi osservò, con tono di rimprovero, che zoppicavo. Non me n'ero accorta.


Pagina 17 - 22 Aprile 2018
Morire non era più una speculazione intellettuale, stava realmente accadendo.


Pagina 19 - 22 Aprile 2018
Se all'inizio mi prendevo cura del giardino, compiendo in piena autosufficienza tutti i lavori, adesso debbo prendermi cura di me stessa. [...] Quasi fossi diventata io il giardino.


Pagina 20 - 22 Aprile 2018
Immersa nell'attimo presente, come prima mai era accaduto, faccio finalmente parte del giardino


Pagina 21 - 22 Aprile 2018
Come desidererei vivere? Così, così come sto vivendo, ho pensato.


Pagina 21 - 22 Aprile 2018
il canto non ha altro scopo che il canto, la vita non ha altro scopo che la vita. Inutile e gretto volerli subordinare a un fine.


Pagina 22 - 22 Aprile 2018
Chissà se questo dubbio è l'ennesimo tentativo di sfuggire a una realtà incomprensibile.


Pagina 23 - 22 Aprile 2018
Il mio proposito a lungo, troppo a lungo rimandato di scrivere una botanica delle rovine.


Pagina 23 - 22 Aprile 2018
Mi sento un'esteta punita.


Pagina 25 - 22 Aprile 2018
da bambina non immaginavo un futuro accanto a un uomo, di avere dei bambini, una famiglia. Immaginavo di andare a vivere in un bosco e di nutrirmi di bacche e radici. Per misantropia? Sfiducia verso gli esseri umani? Non credo, piuttosto: inclinazione ad assaporare la gioia muta, sommessa, del silenzio, della contemplazione. Le ricchezze invisibili.


Pagina 30 - 22 Aprile 2018
il tulipano si è emancipato da quel suo triste aspetto di souvenir d'Olanda


Pagina 31 - 22 Aprile 2018
A dire il vero mi ero prefissata di guarire entro marzo.


Pagina 32 - 22 Aprile 2018
Che fortuna, in generale, che non sia possibile scrivere tutto quello che passa per la testa, senza disciplina, senza ombra di rigore, mentre ci si aggira in giardino.


Pagina 33 - 22 Aprile 2018
E' la mente che riposa giocando, prendendo tutto quello che capita a tiro per farne costruzioni inconsistenti come bolle di sapone.


Pagina 34 - 22 Aprile 2018
Quanto è triste potersi concedere solo un uso legittimo della ragione.


Pagina 35 - 22 Aprile 2018
Come ogni cosa viva, anche la mente ha bisogno di giocare.


Pagina 35 - 22 Aprile 2018
Nella solitudine del giardino, all'ombra deìi una quercia, senza imporre nulla a nessuno, è piacevole abbandonarsi a una deliziosa spensieratezza, lasciare che idee e immagini si formino e disfino con la stessa inconsequenzialità delle nuvole in cielo.


Pagina 36 - 22 Aprile 2018
Limpidezza dell'essere soli al mondo.


Pagina 36 - 22 Aprile 2018
L'anticamera della morte può essere assai piacevole.


Pagina 41 - 22 Aprile 2018
Con un po' di fortuna, riuscirò a vivere ancora questa estate.


Pagina 42 - 22 Aprile 2018
Non mi pare di essere tanto diversa dall'albicocco che se ne sta andando.


Pagina 44 - 23 Aprile 2018
Sto imparando ad apprezzare la metonimia, ad accontentarmi della parte per il tutto.


Pagina 47 - 23 Aprile 2018
vale sempre la pena di piantare un giardino, poco importa se di tempo ne resta poco, e tutto vacilla e la morte avanza. Vale sempre la pena di trasformare un angolo di terra in un posto accogliere, un luogo dove ci sia più vita.


Pagina 50 - 23 Aprile 2018
E' così bello stare fuori seduta semplicemente a guardare.


Pagina 50 - 23 Aprile 2018
la solidità dei miei nervi, un'indole che vorrei pacifica.


Pagina 54 - 23 Aprile 2018
Sicuramente tutti questi esseri che non si capisce bene cosa facciano al mondo, vorrebbero poterci restare ancora un poco.


Pagina 68 - 23 Aprile 2018
Com'è difficile sindacare sul valore dell'unica opportunità a noi nota, l'essere vivi!


Pagina 72 - 23 Aprile 2018
Suppongo di essere stata al gioco tanto a lungo per una sorta di curiosità.


Pagina 73 - 23 Aprile 2018
Quello che provo adesso è questo: nulla di esterno mi potrà aiutare. Se una guarigione arriverà, sarà da dentro me stessa. Dal mio riuscire o meno a riparare la radice. Sento che la mia è una malattia spirituale. Nasce da un errore. Ho perso i piedi quando ho imboccato la strada sbagliata.


Pagina 74 - 23 Aprile 2018
Ogni religione è come una lingua, forse che in una lingua si dicono cose più vere che non in un'altra?


Pagina 79 - 23 Aprile 2018
mi ripugna che mi sia richiesto di mentire a me stessa affermando di credere cose di cui nulla so né posso sapere.


Pagina 90 - 23 Aprile 2018
Ho la sensazione che stia volgendo al termine il lungo tempo della dispersione delle energie.


Pagina 98 - 23 Aprile 2018
non darsi troppa importanza per l'inevitabile non esserci più, un giorno. Accettando con calma di essere qualcosa di piccolo e indefinito, un puntino nel paesaggio.


Pagina 98 - 24 Aprile 2018
Un silenzio selvatico.


Pagina 99 - 24 Aprile 2018
"A new path to the waterfall" di Raymond Carver, poesie scritte, ispirandosi ai racconti di Cechov, mentre stava morendo, mentre sapeva di navigare verso la cascata.


Pagina 102 - 24 Aprile 2018
Una vecchia scrittrice sgomenta nel rendersi conto di avere solo sfiorato il tempo in cui ha vissuto


Pagina 102 - 24 Aprile 2018
Leggo in un libro sull'intelligenza delle piante che si annusano a vicenda: emanare odori è il loro modo di comunicare. Quando avvertiamo i profumi che solcano l'aria, stiamo in realtà ascoltando, senza comprenderle, le conversazioni tra pianta e pianta, tra piante e insetti, piante e uccelli e altri animali, noi inclusi.


Pagina 105 - 24 Aprile 2018
Nello stato d'indecisione in cui mi trovo, mi lascio guidare dai minimi segni.


Pagina 110 - 24 Aprile 2018
la mia preferenza (che sia retorica?) per un lento morire, consapevole di quanto sta accadendo, reggerà alla prova dei fatti? Mi permette di scoprire qualcosa che vale la pena di raccontare?


Pagina 111 - 24 Aprile 2018
La debolezza m'ispirava paura e repulsione. Ogni forma di debolezza. Forse per il piacere selvaggio della rapidità fulminea, dell'efficienza, del buon funzionamento. Da chi era lento, incapace, inetto, occorreva allontanarsi come da uno scandalo.


Pagina 111 - 24 Aprile 2018
Le forme risaltano con incremento di presenza, la luce acquista una qualità di illuminazione come da interni.


Pagina 120 - 24 Aprile 2018
Con ospiti in casa, non sono padrona del mio tempo.


Pagina 121 - 24 Aprile 2018
Ho voglia di silenzio, di rincantucciarmi a leggere, e anche se mi rammarico ogni tanto di non essermi interessata di tante cose quando ancora stavo bene, di avere sdegnato viaggi immotivati e occasioni mondane, avverto che in realtà sono la solitudine e la calma quello che ho sempre desiderato.


Pagina 122 - 26 Aprile 2018
Mio lento tornare a me dopo che Sarina se n'è andata (ma ne torneranno altri, a giorni, di ospiti).


Pagina 124 - 26 Aprile 2018
Non ho mai visto un'espressione altrettanto piena di stupore come quella di Lou mentre moriva.


Pagina 124 - 26 Aprile 2018
Alla vita - così bella, dolorosa, abbagliante - non si può chiedere nulla di più. E la morte? Credo che lo scopo della morte sia il rilascio dell'amore.


Pagina 130 - 26 Aprile 2018
Che strana, una malattia che estirpa poco per volta qualsiasi moto di volontà propria.


Pagina 135 - 26 Aprile 2018
Una profanazione, impossibile tuttavia non riconoscerne la struggente bellezza.


Pagina 144 - 26 Aprile 2018
sono sfinita dall'ennesima giornata dispersiva


Pagina 147 - 26 Aprile 2018
Tutta la vita mi sono detta: che disgrazia non essere nata uomo e non potere avere una moglie che si occupi di me.


Pagina 154 - 26 Aprile 2018
Mi stanca non potermi appartare quando ne ho bisogno, dovere interrompere il flusso interiore che è la mia vita.


Pagina 156 - 26 Aprile 2018
con questa malattia bisogna agire da politici: cercare di ristabilire un equilibrio, sennò saranno guerra e distruzione.


Pagina 158 - 26 Aprile 2018
La fede in una continuazione o meno è irrilevante: è a questa vita che siamo attaccati, questo il mondo da cui ci stacchiamo a malincuore.


Pagina 160 - 26 Aprile 2018
non sono più il giardiniere. Sono pianta tra le piante


Pagina 162 - 26 Aprile 2018
Di nuovo, come l'altra volta, ho provato il desiderio di telefonare a qualcuno, parlare con qualcuno, ho perfino contemplato di chiamare Giulio con l'allarme, ma era ovviamente insensato, cosa poteva fare lui per me, e poi, che brutto precedente! E come andrebbe poi lui, a dormire, con l'idea che ci sono io che potrei tirarlo giù dal letto senza nessun motivo ragionevole. Ho provato a meditare, poi ho pregato.


Pagina 168 - 26 Aprile 2018
Mi scrive che ci sono talmente tante cose belle al mondo, che se mi concentro continuerò a trovarne sempre di più, un'infinità, e non ci sarà più tempo per sentirsi cupi.


Pagina 168 - 26 Aprile 2018
Ogni volta sprofondo in uno stato come di samadhi, di passività totale e di meditazione profonda, immagini vengono e vanno, inafferrabili, poi momenti di rilassamento in cui non so bene dove sono, anche se non è sonno.


Pagina 169 - 26 Aprile 2018
tutto quel passato di cui non c'è da avere nostalgia.


Pagina 173 - 26 Aprile 2018
Era stato orribile, vedersi sbattere in faccia il futuro.


Pagina 175 - 28 Aprile 2018
la donna aveva confermato la sua durezza di cuore, aveva dimostrato ancora una volta di non avere capito nulla. Ovvero che solo un gesto di estrema bontà, un atto di generosità radicale, folle, al di là di ogni calcolo, avrebbe potuto operare il miracolo.


Pagina 180 - 28 Aprile 2018
Una cosa tanto piccola, una sofferenza minima. Lo shock di scoprire che non posso darli per scontati, sonno e respiro.


Pagina 184 - 28 Aprile 2018
Sospetto se ne perdano più per amore che per investimento stradale.


Pagina 185 - 28 Aprile 2018
quella salute di ferro che per tanti anni mi sono riconosciuta considerandola il minimo che potesse darmi la vita, la condizione normale e ovvia.


Pagina 186 - 28 Aprile 2018
Ma si può davvero tornare, dopo avere saputo tutto questo?


Pagina 186 - 28 Aprile 2018
Ho uno straordinario bisogno di silenzio. Le interazioni umane mi sfiniscono.


Pagina 190 - 28 Aprile 2018
mi chiedo quanto del nostro rimuginare sul passato non sia uno stratagemma per rimuovere il futuro: dopotutto, non importa quali orrori possano esserci stati, da quelli abbiamo la certezza di essere usciti vivi.


Pagina 193 - 28 Aprile 2018
Mi sono messa le scarpe, ho impugnato un deambulatore, sono andata in giardino. Camminare è sempre più difficile. Ma anche solo guardare il giardino in questa giornata calda di primavera è stato bellissimo, allora ho capito: qui mi fermo. Quello che ho davanti è l'attimo per attimo. Uscire infine dallo svolgimento narrativo.


Pagina 195 - 29 Aprile 2018
il nero lucido delle olive greche contro il bianco denso dello yogurt, con il filo dorato dell'olio, e mi ha colto voglia di queste cose cui prima non badavo. Che disdegnavo quasi, in quella che adesso mi pare una folle superbia, l'incapacità di apprezzare semplicemente quello che avevo, sempre sminuito rispetto a quanto mancava. Avere saputo dire semplicemente sì, agli inviti ricevuti. Invece no, ogni volta anziché l'opportunità e la gioia coglievo l'insensatezza. Inconsapevole discepola di mio padre che mi ha instillato la vanità del tutto, l'inevitabilità della morte, la frivolezza del cercare i piaceri, l'inutilià del viaggiare, ad anteporre la cupezza alla semplicità. E tutto questo mi pare tanto intelligente, fare a meno di quanto rallegra la vita mi faceva sentire talmente superiore.


Pagina 196 - 29 Aprile 2018
E' un veleno, l'attaccamento. Ora che sto morendo, i veleni si scatenano: poverini, è la loro ultima occasione. E io devo adesso più che mai imparare a dire, come i monaci buddhisti di fronte al male: Mara, ti ho visto. Devo fare attenzione a non diventare uno spettro famelico.


Pagina 196 - 29 Aprile 2018
non ho tenuto un diario - o meglio, li ho periodicamente distrutti


Pagina 198 - 29 Aprile 2018
Allora bisogna soltanto starsene in pace, e non rinnegare nulla, e rallegrasi di avere imparato quel poco.


Pagina 198 - 29 Aprile 2018
Il susino in fiore, completamente bianco, sembra una nuvola di panna montata. Mi perdo nella contemplazione: non fotografo, non telefono, e mentre la mente, incorreggibile, scalpita e si chiede come tradurre tutto questo in parole, cerco di non figurarmi come lo racconterò.


Pagina 200 - 29 Aprile 2018
Genius loci. Ne avverto la presenza: arrivare fin qui è come un po' recarsi a fargli visita.


Pagina 203 - 29 Aprile 2018
Abbracciando per quanto possibile con tenerezza quest'anima tremebonda che teme di avere sbagliato tutto.


Pagina 204 - 2 Maggio 2018
Vorrei non perdere nemmeno un attimo di questo periodi di grazia. Sto fuori più che posso, e pazienza se non lavoro tanto. I fiori dell'ermba mi commuovono.


Pagina 204 - 2 Maggio 2018
Adesso che tutto questo è alle spalle, che tutto questo è impossibile, resta solo il mondo.


Pagina 209 - 2 Maggio 2018
La loro è quella che mia nonna chiamava bellezza dell'asino. Pur sempre bellezza.


Pagina 209 - 2 Maggio 2018
inoltrandosi nella penombra verso una luce ulteriore


Pagina 210 - 4 Maggio 2018
rileggo Richard Gombrich sul pensiero del Buddha e ricordo che karma è intenzione. Tutto è intenzione. Il secondo fine offusca l'intenzione originaria e la rende falsa. Purezza è non conoscere altro che fini. Ignorare cosa sia il secondo fine. Il secondo fine è sempre uno scandalo.


Pagina 210 - 4 Maggio 2018
Il buddhismo nasce in un contesto in cui si aspira alla liberazione dal ciclo delle nascite e delle morti. Il Buddha vuole risolvere il problema della nascita e della morte. Nella stessa epoca, Socrate afferma che gli uomini sono tutti mortali, soggetti quindi a nascita e morte.


Pagina 210 - 4 Maggio 2018
l'oliveto biondo di fieno alto, ceruleo di cicorie.


Pagina 211 - 4 Maggio 2018
La quiete della campagna si dispiega come uno sterminato foglio di musica.


Pagina 211 - 4 Maggio 2018
Ondate di suoni - il gracidar delle rane, il pizzicato ogni tanto di un grillo, il tonfo forse di un rospo a caccia di chiocciole, il frullo d'ali d'un rapace notturno, non saprei dire quale. Un suono a metà tra il grido e lo quittio, parrebbe dal bosco. Indizi di drammi arrivano con un sapore di pace, suoni simili ai tratti a matita di uno schizzo incompiuto, mentre noi stessi ci sentiamo sfumare, assorbiti da più vasto respito del giardino addormentato.


Pagina 211 - 4 Maggio 2018
Ho perso il filo di me stessa.


Pagina 212 - 4 Maggio 2018
A Piombino, il garagista napoletano risponde così, al mio "sono disabile": "E io che c'entro?" Ha sostanzialmente ragione.


Pagina 213 - 4 Maggio 2018
Afflitta da tutte queste scoperte, non provo alcun interesse per i miei amici. Non li sento. Finché mi riscuoto e comincio in cuor mio a pregare di venire liberata da questa cappa terribile di egoismo che mi sta separando dal mondo.


Pagina 214 - 4 Maggio 2018
il mio smarrimento di fronte alla mancanza di cuore, a tutto quanto è impersonale e arido, furbo e spietato. "Ne ponimaju" è rifiuto di un'intelligenza che presume di prescindere dalla bontà, dall'affetto